Parlamento UE, Schulz saluta: "In Europa democrazia a rischio"

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Ultimo discorso del socialdemocratico tedesco, che lascia la presidenza dell'emiciclo europeo e ha già annunciato che si candiderà alle elezioni politiche in Germania il prossimo anno. Il 17 gennaio sarà eletto il suo successore

In un breve discorso, salutato dagli applausi di quasi tutto l'emiciclo in piedi, Martin Schulz ha lasciato la presidenza del Parlamento dell’Unione Europea. Davanti ai deputati, riuniti in sessione plenaria a Strasburgo, Schulz ha rivendicato i risultati raggiunti in cinque anni di presidenza.

 

“Uno spazio di democrazia” - Durante il suo ultimo discorso da presidente del Parlamento Europeo, Martin Schulz ha parlato di un’istituzione “più visibile e più influente”. “Siamo riusciti a rendere il Parlamento uno spazio di democrazia europea – ha detto Schulz - Con il meccanismo degli Spitzenkandidaten (i candidati nominati dai partiti politici europei, ndr) per il ruolo di presidente della Commissione, siamo riusciti a rendere l'Europa più democratica e a rafforzare l'influenza dei cittadini".

 

 

Un presidente di coscienza – “Essere presidente di questa istituzione è stato un onore straordinario per me e sono molto grato per questo” ha detto Martin Schulz, parlando alla plenaria del Parlamento europeo. “Ho cercato di operare con coscienza per la causa europea e per superare le divisioni, così da contribuire a costruire insieme un mondo di pace”

 

 

“Democrazia a rischio” – “Ovunque, nel nostro continente, separatisti e ultranazionalisti sono in crescita e mettono a rischio uno dei più importanti risultati della civiltà che il nostro continente abbia mai visto – ha detto Schulz a Strasburgo - La democrazia transnazionale, rappresentata nel Parlamento europeo, oggi è in grande pericolo”.

 


 

Schulz resterà in carica fino al 16 gennaio - Quello di oggi è stato l'ultimo intervento davanti alla plenaria di Schulz, ma il presidente resterà comunque in carica fino al 16 gennaio 2017. Il giorno dopo ci sarà l'elezione del suo successore. "Ho combattuto contro l'odio antieuropeo con tutte le mie forze - ha detto Schulz - e continuerò a farlo da una posizione diversa". Nelle scorse settimane Schulz ha annunciato la sua candidatura alle elezioni politiche in Germania l'anno prossimo.

 

Il Ppe candida Tajani - Passa anche per la scelta del nuovo presidente del Parlamento europeo la partita anti-austerità in cui l'Italia sta giocando d'attacco. Oggi il Partito popolare europeo ha designato Antonio Tajani quale candidato alla presidenza del Parlamento Europeo. Una candidatura, quella del vicepresidente del Parlamento europeo, “di compromesso”. Tajani, nella veste di commissario all'Industria, ha infatti avuto tra i suoi più stretti collaboratori, funzionari europei dichiaratamente di sinistra. 

 

Pittella candidato del Pse - Se il Ppe otterrà la presidenza del Parlamento Ue, il Partito socialista europeo potrebbe aprire la battaglia per ottenere la poltrona più importante del Consiglio Europeo. Un’eventuale vittoria di Tajani, infatti, verrebbe vista dai socialdemocratici come “un regime di monopolio della destra" in Europa. Il candidato alla presidenza del Parlamento Ue, per i socialdemocratici è Gianni Pittella.

 

 

 

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