Guerra in Siria, i miliziani dell'Isis hanno riconquistato Palmira

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La città monumentale è tornata nelle mani dei jihadisti dopo nove mesi. In 4mila hanno sconfitto l'esercito siriano sostenuto dall'aviazione russa. Nel 2015 fu distrutto gran parte del patrimonio dell'Unesco. 

I jihadisti dell'Isis hanno riconquistato Palmira. Un’avanzata compiuta nonostante i miliziani fossero stati costretti a ritirarsi in seguito ai bombardamenti dell'aviazione russa. Il governatore ha confermato che la città dopo nove mesi è caduta di nuovo in mano ai jihadisti.

 

La nuova presa di Palmira – L’avanzato dell’Isis è partita dalle zone alla periferica della città monumentale siriana. Secondo l'Osservatorio siriano per i Diritti Umani, i jihadisti sono progrediti attraverso aree desertiche a ovest e a sud-ovest di Palmira. Qui sono arrivati almeno 4mila jihadisti da Raqqa e Deir Ezzor. La conferma che Palmira sia adesso nelle mani dei miliziani jihadisti arriva anche dal governatore della provincia di Homs, in cui la citta' patrimonio dell'Unesco si trova.

 

Il patrimonio di Palmira - Da nove mesi la città monumentale era sotto il controllo dell’esercito siriano, appoggiato dall’aeronautica russa. In questa città  ci sono le rovine greco-romane considerate Patrimonio Mondiale dell'Unesco. Sotto il controllo dei Jihadisti, Palmira ha perso gran parte del patrimonio culturale. Dopo essersi impossessati del sito, nel maggio del 2015, gli uomini dello Stato islamico vi imposero la loro brutale interpretazione della Sharia: la legge islamica. Il teatro romano fu utilizzato come luogo per le esecuzioni pubbliche di soldati siriani e nell’opera di distruzione fu raso al suolo anche il tempio di Bel. Nei giorni più bui di Palmira i jihadisti uccisero l'ottantunenne ex direttore del sito, Khaled al Asaad.

 

Un nuovo appello del Pontefice – Papa Francesco, durante l’Angelus, è tornato a chiedere la pace per la Siria: 'Sono vicino, soprattutto nella preghiera, alla gente di Aleppo - ha detto - Purtroppo ci siamo abituati alla guerra, che è un cumulo di soprusi e di falsità”.

 

 

 

 

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