Francia, Valls si dimette e annuncia: "Mi candido alla presidenza"

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Nato a Barcellona 54 anni fa da padre spagnolo e madre svizzera, lascia il ruolo di primo ministro per puntare all'Eliseo dopo la rinuncia di Hollande alla ricandidatura

Manuel Valls non è più il primo ministro francese. La decisione di dimettersi coincide con l’annuncio della sua candidatura all’Eliseo. In Francia si voterà il prossimo anno. Le elezioni presidenziali sono state convocate il 23 aprile (primo turno) e il 7 maggio (secondo turno).

L’annuncio di Manuel Valls - “Non posso più essere primo ministro, lascerò le mie funzioni di premier, in pieno accordo con il presidente Hollande" ha detto Manuel Valls annunciando a Evry (banlieue di Parigi) la sua candidatura all'Eliseo. “Tutti dovranno fare uno sforzo, io per primo. Bisognerà essere degni, superarsi. La mia candidatura è quella della conciliazione, della riconciliazione”. Valls ha detto di sentirsi “indignato nel profondo” all'idea che la sinistra sia fuori da queste presidenziali. E poi ha aggiunto: “Voglio che questa rivolta diventi nostra".

Chi è Manuel Valls - L’annuncio di Manuel Valls è arrivato 3 giorni dopo che François Hollande ha dichiarato di voler rinunciare a una sua ricandidatura. Tratti spigolosi, 54 anni,  Manuel Valls è nato a Barcellona da padre spagnolo e madre svizzera. A 17 anni ha aderito al Partito socialista. A 20 ha ottenuto la nazionalità francese. È un ammiratore di Tony Blair ed è stato uno dei rari deputati socialisti a votare per il progetto di legge sul divieto del burqa. Ministro dell'Interno nel 20123 è stato nominato Primo Ministro nel 2014. Tifosissimo del Barcellona, nel 2015 è stato coinvolto in uno scandalo perché è andato a Berlino con l'aereo di Stato per assistere alla finale di Champions League dei blaugrana contro la Juventus.

 

Gli avversari principali di Valls - Il destino di Manuel Valls s’incrocerà certamente con quello di François Fillon e di Marine Le Pen. Il primo è stato incoronato dal Centrodestra candidato all’Eliseo lo scorso 27 novembre. La leader del Front National, invece, porta in dote i consensi degli antieuropeisti e di una buona parte dell’elettorato progressista.

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