Cuba, è morto Fidel Castro: aveva 90 anni

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L'annuncio del fratello Raul. Il corpo del "lider maximo" sarà cremato. Nove giorni di lutto nazionale. Funerali il 4 dicembre. FOTOSTORIA - TUTTI I VIDEO

E' morto Fidel Castro, icona della rivoluzione cubana. Aveva 90 anni. Lo ha annunciato in televisione il fratello, Raul Castro, presidente cubano. Il corpo sarà cremato nelle prossime ore. Il governo ha proclamato 9 giorni di lutto nazionale. I funerali si terranno il 4 dicembre.

 

Papa: "Triste notizia" - Tanti i messaggi di cordoglio arrivati da ogni parte del mondo. Anche papa Francesco ha inviato un telegramma: "Nel ricevere la triste notizia della scomparsa del suo caro fratello, l'eccellentissimo signor Fidel Alejandro Castro Ruz, ex presidente del Consiglio di Stato e del governo della Repubblica di Cuba, esprimo i miei sentimenti di dolore a vostra eccellenza e agli altri familiari del defunto dignitario, cosi' come al governo e al popolo di codesta amata nazione".  

 

 

Chi era - Fidel Castro, eroe per decenni per la sinistra nel mondo e dittatore sanguinario per i nemici (i festeggiamenti a Miami), nasce il 13 agosto 1926 a Biran, figlio del proprietario terriero spagnolo Angel Castro e della cubana Lina Ruz;studia prima nei collegi La Salle e Dolores di Santiago de Cuba, poi, dal 1941 al 1945, a L'Avana, nella prestigiosa scuola gesuita di Belen, periodo che incide fortemente nella sua formazione culturale, così come in quella del fratello, Raul.

Qualche anno dopo la laurea in legge si candida alle presidenziali, progetto subito frustrato per il golpe del 10 marzo di Fulgencio Batista. La sua risposta è l'assalto alla Caserma della Moncada, il 26 luglio 1953. Per Fidel un disastro: i ribelli vengono catturati e 80 di loro fucilati. Castro è condannato a 15 anni di prigione e, nella sua difesa finale, pronuncia il famoso discorso su "La storia mi assolverà", in cui delinea il suo sogno rivoluzionario. Dopo il carcere, amnistiato, va in esilio negli Usa, poi in Messico: è qui che conosce Ernesto Guevara.

 

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L'ingresso trionfale a L'Avana - Insieme al 'Che', Raul ed altri 79 volontari, nel'56 sbarca nell'isola a bordo del 'Granma'. Il gruppo, sorpreso dalle truppe di Batista, viene decimato: in 21 riescono a rifugiarsi nella Sierra Maestra. Il primo gennaio 1959, i 'barbudos' entrano trionfalmente a L'Avana. Castro lo fa qualche giorno dopo.
Fino al trionfo della 'revolucion', l'isola viveva del commercio con Washington. Dopo la presa del potere di Fidel, il paese diventa un campo di battaglia della 'guerra fredda'. Cuba riesce comunque a resistere al duro embargo americano e ad un attacco militare, quello della 'Baia dei Porci', organizzato dalla Cia formato da cubani reclutati all'estero. E' poi al centro della crisi dei missili nel 1962 che rischia di trascinare il mondo in una guerra nucleare mondiale.

Forte di un inossidabile carisma e affascinante capacità oratoria, Fidel è stato per decenni il 'nemico numero uno' di Washington: con il risultato che, mentre accresceva la sua dipendenza dall'Urss, appoggiava i movimenti marxisti e le guerriglie in America Latina ed in Africa, diventando tra i leader del movimento dei Paesi non Allineati.

 

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La vita privata - Nel frattempo, si sposa con Dalia Soto del Valle. Hanno cinque figli: Alexis, Alexander, Alejandro, Antonio e Angel.
Il 'lider maximo', con una vita privata nella quale realtà e mito s'intrecciano, è 'sopravvissuto' a dieci presidenti Usa e - ha più volte ricordato - a 600 attentati. Perfino nel crepuscolo del suo mandato, Fidel e il sistema politico cubano sono riusciti nel bene e nel male a resistere alla disintegrazione socialista e al crollo dell'Urss nel '91.
Per i cubani, Castro è stato il 'Comandante', oppure semplicemente Fidel, sul quale sono state costruite tante 'storie': "non dorme mai", "non scorda nulla", "è capace di penetrarti con lo sguardo e sapere chi sei", "non commette sbagli". Castro ha d'altro lato esibito una devozione per le cifre e dati, nascondendo caratteristiche come il pudore e lo scarso interesse, raro per un cubano, per la musica e il ballo.

 

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Il passaggio di potere col fratello Raul - Ha sempre avuto una salute di ferro fino all'improvvisa e grave emorragia all'intestino avuta al rientro di un viaggio dall'Argentina poco prima di compiere 80 anni.
Malato, dopo aver delegato il potere al fratello Raul - prima in modo provvisorio il 31 luglio 2006, poi definitivamente nel febbraio 2008 - ha così cominciato il conto alla rovescia verso la fine di una vita leggendaria. L'era di Fidel si scioglie lentamente, in mezzo a una nuova Cuba ogni volta più'raulista', tra una serie di riforme economiche e la mano ferma del potere sul fronte politico: di sicuro una transizione, la cui portata è però difficile da capire.

La data chiave della nuova era è il 17 dicembre 2014: quel giorno, a sorpresa e con la mediazione di Bergoglio, L'Avana e Washington annunciano il 'disgelo' bilaterale. Fidel assiste da lontano al 'deshielo', ogni tanto scrive qualcosa ribadendo concetti quali la 'sovranità nazionale' e il 'no all'impero'. Ma in sostanza a dettare il ritmo dei cambiamenti ormai è Raul.

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