Trump cerca il segretario di Stato e incontra Mitt Romney

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Il colloquio tra il presidente eletto e l’ex candidato repubblicano battuto da Obama arriva dopo i veleni durante la campagna elettorale. Obama: il mondo dia una chance al mio successore. Intanto, non si placa la rabbia del tycoon per i fischi ricevuti dal suo vice Mike Pence in un teatro di Broadway mentre assisteva allo show Hamilton

“Produttivo” dice l'ex candidato alla Casa Bianca, Mitt Romney. “E’ andato bene” commenta il neoeletto presidente degli stati Uniti d’America (LO SPECIALE). Questi i primi commenti a caldo al termine dell’incontro tra i due “nemici”. Un faccia a faccia che segue le violente accuse che i due si sono scambiati in campagna elettorale, e che rappresenta un cambio di passo del presidente-eletto, un'apertura.

 

Obama, il mondo dia una chance al mio successore - Intanto, Barack Obama dimostra generosità con il suo successore e chiede al mondo "di dare una chance" al presidente eletto senza farsi condizionare dai pregiudizi. Così l'attuale inquilino della Casa Bianca al suo ultimo viaggio all'estero a Lima al vertice Apec (organismo per la Cooperazione Economia nella regione Asiatico-Pacifica) dove si è detto certo che non ci saranno "grandi cambiamenti" nella politica degli Usa verso il Sud America nonostante le roboanti dichiarazioni di Trump in campagna elettorale. 




A caccia del segretario di Stato - E, dopo le prime controverse nomine, il tycoon sembra aprire nuovamente all'establishment repubblicana, andando a cercare per ruoli chiave nella sua amministrazione anche fra i non fedelissimi. A Romney, che lo ha definito una "truffa", Trump potrebbe offrire la posizione di segretario di stato, la più prestigiosa e quella più delicata.

Anche se molti mettono in guardia sul fatto che l'incontro potrebbe essere solo una messa in scena per dimostrare ancora una volta la sua imprevedibilità, l'appuntamento con il moderato Romney di sicuro ha tranquillizzato il partito, elevando il lavoro di Trump. "Gli incontri in calendario mostrano come stiamo sollecitando e cercando idee e prospettive diverse mentre lavoriamo a formare la nuova amministrazione" spiega Jason Miller, il portavoce di Trump, precisando come il presidente-eletto è aperto a incontrare e confrontarsi anche con coloro che lo hanno criticato politicamente. "Stiamo lavorando per unire il paese" aggiunge Miller.

 

 

Apertura a Romney - Il faccia a faccia con Romney è però quello di più alto profilo. In gioco c'è il dopo John Kerry. E Trump per metterlo in buone mani sarebbe anche disposto a conciliarsi con l'ex candidato alla Casa Bianca anche se questi è stato uno dei suoi maggiori critici durante la campagna elettorale. Quando Trump è diventato il candidato repubblicano, Romney non ha esitato a dire che "le prospettive per un futuro sicuro erano diminuite", suggerendo che Trump era pericoloso e instabile.

Da segretario di stato, seppur cercando di moderare i toni, Romney dovrebbe portare avanti politiche a cui è contrario e la sua disponibilità a farlo è tutta da vedere. Nel 2012, Mitt Romney perse contro Barack Obama con quasi 60 milioni di voti, un 'bottino' che ne fa il candidato repubblicano più votato degli ultimi 20 anni (LO SPECIALE USA 2012).

 

 

I fischi a Pence -  Intanto, il presidente è furioso per il fischi al suo vice Mike Pence venerdì sera in un teatro di Broadway mentre assisteva allo show Hamilton. “Il cast si scusi”, scrive su Twitter. E fa discutere una singolare intervista rilasciata a Hollywood reporter da Steve Bannon, stratega e consigliere designato del tycoon. “L'oscurità è una cosa buona - dice - Dick Cheney, Darth Vader, Satana. Questo è il potere. Ci aiuta quando loro (i liberali e i media, ndr) sbagliano. Quando sono ciechi rispetto a chi siamo e cosa facciamo”.

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