Juncker: "Trump mi preoccupa". Putin chiama il neopresidente

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Colloquio telefonico tra i due leader. Obama intanto rassicura l'Ue sull'impegno del presidente eletto nella Nato. Giuliani sarebbe il favorito alla carica di segretario di Stato americano

Un incontro a breve per normalizzare i rapporti tra Usa e Russia: hanno concordato su questo Trump e Putin in un colloquio telefonico. Obama intanto rassicura l'Ue sull'impegno del presidente eletto nella Nato. Ma non basta. Il presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker si dice "preoccupato"."Non credo - afferma - che il presidente eletto metterà fine alle relazioni transatlantiche, necessarie per la stabilità del mondo". Juncker ha parlato alla radio belga Bel Rtl. "Non riesco a immaginare - aggiunge - che metterà in pratica ciò che ha detto in campagna elettorale, campagna che peraltro ho trovato disgustosa”.

Sul fronte interno intanto prende forma nel frattempo la squadra di governo di Trump. Giuliani sarebbe il favorito alla carica di segretario di Stato americano. Continuano poi le polemiche sullo chief strategy Bannon, accusato di razzismo (LO SPECIALE USA 2016). 

 

La telefonata - Una telefonata, quella del leader del Cremlino, dai toni molto cordiali, per congratularsi con il trionfo inatteso del tycoon. Col presidente russo e quello appena eletto negli Stati Uniti che hanno espresso la necessità di un incontro a breve. Perché ora la priorità - si sono detti - deve essere quella di "normalizzare" i rapporti tra Washington e Mosca. Rapporti che al momento sono "assolutamente insoddisfacenti".

 

Le relazioni Washington-Mosca -  In effetti le relazioni tra Usa e Russia sono di fatto ridotte ai minimi termini dopo otto anni di Barack Obama alla Casa Bianca, dove anche l'incompatibilita' caratteriale tra il presidente americano uscente e Putin ha riportato l'orologio dei rapporti tra i due Paesi parecchio indietro, quasi all'epoca della guerra fredda. Almeno nei toni. Molte le situazioni che hanno provocato il gelo tra Putin e Obama: dalla crisi ucraina a quella siriana, passando per l'affare Snowden (a cui Mosca da ospitalità) e per le accuse di interferenze da parte di Mosca nelle elezioni presidenziali americane. Interferenze che per i democratrici Usa e per molti 007 sono state messe in campo per favorire proprio Trump e svantaggiare Hillary Clinton, candidata vista a Mosca come troppo 'ostile' e troppo in continuità con la presidenza Obama.

 

Il possibile cambiamento -  Ora tutto è pronto per un cambiamento radicale. "Il presidente russo si è detto pronto a costruire un dialogo fra partner con la nuova amministrazione sui principi di uguaglianza, rispetto reciproco e non interferenza nei rispettivi affari interni", afferma il Cremlino. Mentre dalla Trump Tower di New York lo staff del neopresidente Usa parla della necessità di riallacciare "una relazione forte e duratura con Mosca". Sarà il tempo a dire se alle parole seguiranno i fatti. Fatto sta che il possibile asse Trump-Putin non può che preoccupare l'Europa. E rassicurare gli alleati europei sarà uno degli obiettivi dell'ultimo viaggio di Barack Obama nel Vecchio Continente. A Berlino il presidente uscente vedrà la cancelliera tedesca Angela Merkel, il presidente francese Francois Hollande, il premier britannico Theresa May, il presidente del consiglio italiano Matteo Renzi. Un vertice nel corso del quale - ha detto lo stesso Obama nella sua prima conferenza stampa dopo il voto - portera' un messaggio di Trump: quello che gli impegni con la Nato verranno rispettati.

 

Obama ad Atene - Anche qui sarà il tempo a dire se a queste parole seguiranno i fatti. Dopo la durissime critiche di Trump all'Alleanza Atlantica durante la campagna elettorale. Parole che hanno lasciato intendere un disimpegno Usa soprattutto se gli altri Paesi non contribuiranno di piu' alle spese. C'è da giurare che Obama metterà comunque in guardia l'Europa: bisogna tenere gli occhi aperti. E, prima di partire per l'ultima trasferta oltreoceano, lancia un messaggio anche a Trump: "Le nostre alleanze sono cruciali per la nostra sicurezza". Non solo in Europa. Anche in Asia.

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