Italia sfida Ue: verso veto a bilancio. La presidenza: avanti comunque

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L'annuncio del sottosegretario Gozi: "Mancano garanzie per l'aumento di finanziamenti a favore delle nostre priorità, come immigrazione, sicurezza, disoccupazione giovanile e programmi per la ricerca". Renzi: "No a muri coi nostri soldi

L'Italia ha "confermato la riserva", ovvero ha sostanzialmente posto il veto, alla proposta di compromesso fatta dalla presidenza slovacca per la revisione di mid-term del bilancio pluriennale della Ue. Il governo italiano non la considera accettabile perché mancano garanzie per l'aumento di risorse "a favore delle nostre priorità": immigrazione, sicurezza, disoccupazione giovanile o programmi per la ricerca. E' quanto ha annunciato il sottosegretario Sandro Gozi a margine del Consiglio Affari Generali a Bruxelles.

 

Renzi: "No a muri con i nostri soldi" - Una poisizione ribadita anche dal premier Renzi: "Come avevamo annunciato, abbiamo messo il primo veto nella discussione sul bilancio a Bruxelles perché non accettiamo che con i nostri soldi si alzino i muri". 

 

 

 

Presidenza slovacca Ue: andiamo avanti - Pronta la replica della presidenza slovacca di turno. Il sottosegretario slovacco per gli Affari europei, Ivan Korcok, ha fatto sapere che la Slovacchia ritiene di "aver raggiunto un ampio consenso" sulla revisione del bilancio" e pur "rispettando la riserva espressa dall'Italia, che ha bisogno di piu' tempo per unirsi al consenso", e "l'astensione del Regno Unito", ha deciso che presentera' l'accordo al Parlamento europeo. Korcok, ha sttolineato che la proposta implica "oltre 6 mld di euro in piu'" per migrazioni, sicurezza, disoccupazione giovanile e sicurezza.

 

"Confermate le nostre riserve" - Nel pranzo dei ministri a porte chiuse, l'Italia ha confermato la "riserva sull'adozione del riesame del bilancio multiannuale", che ha spiegato Gozi, "senza l'accordo dell'Italia non può essere adottato perché richiede l'unanimità". "Riteniamo - ha deto il sottosegretario - che sia una proposta su cui dobbiamo avere ancora molte garanzie sul reale aumento a favore delle nostre priorità: immigrazione, sicurezza, risorse europee per i giovani (siano per la lotta contro la disoccupazione o l'Erasmus), i programmi di successo come Horizon2020 cu cui non possiamo assolutamente accettare dei tagli, e la flessibilità del bilancio europeo per una maggiore capacità di reagire alle crisi". Alla domanda se si tratti un veto, Gozi risponde: "Il veto si pone in una votazione formale. Oggi non c'era una votazione formale, quindi la dizione non è 'veto' ma 'riserva' e noi abbiamo posto formalmente la nostra riserva che la presidenza slovacca annuncerà". 

 

"Stanchi delle ambiguità e delle proposte europee" - "Noi - continua Gozi - non siamo né nazionalisti né populisti. Noi però siamo molto stanchi delle ambiguità e delle contraddizioni europee. Siamo molto stanchi di un'Europa che dice alcune cose e poi non le fa. Siamo molto stanchi di un'Europa che è piccola con le cose grandi e grande con le cose piccole. E noi siamo convinti che, se l'Europa non cambia, siamo di fronte all'inizio della disintegrazione europea". 

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