Trump nomina Bannon consigliere, i democratici insorgono

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Critiche allo "chief strategist" accusato di razzismo. Ira di musulmani e ebrei. Nancy Pelosi: "Un nazionalista bianco alla Casa Bianca". Telefonata tra il neopresidente e Vladimir Putin

Donald Trump nella bufera per la nomina dell'ultraconservatore Stephen Bannon, già capo della campagna elettorale, a "chief strategist" alla Casa Bianca. Una nomina che in qualche modo ridimensiona la figura di Bannon ma che ha scatenato comunque molte polemiche. Intanto il neopresidente ha avuto un colloquio telefonico con il presidente russo Vladimir Putin, in cui i due hanno riconosciuto come il livello delle attuali relazioni fra Stati Uniti e Russia sia "insoddisfacente" e hanno auspicato una normalizzazione dei rapporti.

 

Polemiche su Bannon, ira di ebrei e musulmani -  La nomina di Bannon è "una scelta che rende l'appello all'unità una presa in giro", afferma il Council on American-Islamic relations. Di posizioni "razziste" e "antisemite" parla la comunità ebraica. "Bannon deve andare via - attacca anche l'Anti-Defamation League - se Trump vuole davvero essere il presidente di tutti.

 

I democratici: "Suprematista alla Casa Bianca" - All'attacco anche i democratici: "Non bisogna edulcorare la realtà. E la realtà è che un nazionalista bianco è stato nominato capo stratega dell'amministrazione Trump", afferma Nancy Pelosi, leader della minoranza alla Camera dei Rappresentanti. Anche per il leader della minoranza al Senato, Harry Reid, la nomina di Bannon "è un chiaro segnale che i bianchi suprematisti saranno rappresentati al massimo livello nella Casa Bianca di Trump".
La portavoce del tycoon, Kellyanne Conway, però difende il consigliere di Trump: "Bannon è uno stratega brillante, e con Reince Priebus sta facendo sacrifici enormi per servire il presidente".

 

I primi passi su aborto e armi – Fatta la squadra (che vede a capo del gruppo di transizione il vice Mike Pence e al vertice dello staff Reince Priebus, guida del comitato nazionale del GOP), dopo l’insediamento del 20 gennaio, il primo scoglio per Trump sarà la nomina del giudice vacante alla Corte Suprema, per il quale serve il via libera del Senato. Il tycoon ha promesso di scegliere un togato che sia contrario all’aborto e favorevole alla libera vendita di armi. Subito dopo verranno le restrizioni sull’immigrazione, annunciate in campagna elettorale e parzialmente ammorbidite durante un’intervista alla Cbs, e la cancellazione di parte dell’Obamacare.

 

I grandi investimenti – Trump spera che, accontentando l’establishment del partito su questi temi, otterrà dai parlamentari il via libera al piano di grandi investimenti infrastrutturali annunciato durante la campagna elettorale. Nonostante la riluttanza repubblicana ad aumentare la spesa pubblica, il tycoon punta quindi a strappare il via libera grazie all’apprezzamento della base alla sua proposta durante la corsa alla Casa Bianca. 

Data ultima modifica 14 novembre 2016 ore 20:52

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