New York, marcia contro Trump. Spari a Portland, centinaia di arresti

1' di lettura

Manifestazioni e tafferugli in diverse città americane. Duecento persone fermate a Los Angeles. Il neopresidente firma il contratto con l'elettore americano da realizzare nei primi 100 giorni. SPECIALE - MAPPA - FOTO - VIDEO

Quarto giorno consecutivo di proteste in America contro l'elezione di Donald Trump (SPECIALE - MAPPA - FOTO - VIDEO) e le politiche da lui annunciate in campagna elettorale. Duecento gli arresti a Los Angeles per non aver rispettato l'ordine di disperdersi, mentre a Portland, Oregon, dove le contestazioni sono degenerate in vandalismi, un manifestante è rimasto ferito da uno sconosciuto che la polizia sta ancora ricercando.

Ma la gran parte dei cortei che attraversano varie città americane restano pacifici, come quello di migliaia di persone che hanno sfilato a New York da Union Square sino alla blindatissima Trump Tower sulla Fifth avenue, dove risiede il presidente eletto e dove oggi è entrato Nigel Farage, il leader euroscettico dell'Ukip e del movimento 'Leave' che ha portato alla Brexit.

La tensione però resta alta, anche per il rischio di provocazioni o scontri con attivisti della parte opposta. 

 

Spari a Portland - Poco chiaro ancora l'episodio di Portland, dove a sparare, prima di fuggire a bordo di un'auto, è stata una persona che aveva avuto un alterco con un dimostrante. La polizia ha fermato quattro persone per la sparatoria. Gli investigatori ritengono si tratti di membri di una banda. 

Anche ieri sera, come la precedente, qui la protesta è diventata violenta, con atti vandalici contro negozi e auto parcheggiate, costringendo la polizia ad usare i lacrimogeni. 

 

 

 

Duecento arresti a LA - E circa duecento persone sono state arrestate a Los Angeles durante le proteste contro l’elezione di Donald Trump. Tremila persone avevano marciato fino alla City Hall mostrando cartelli con la scritta “Not my President” e promettendo di scendere in piazza anche nel weekend in varie città americane.

 

Il contratto di Trump, le critiche di Juncker - Il neo-presidente Usa intanto sottoscrive il "contratto con l'elettore americano", da realizzare nei primi 100 giorni. Un contratto che ricorda quello firmato in tv da Silvio Berlusconi nel 2001. Diciotto i punti, tra cui rinunciare all'accordo transpacifico (ttp) - sul quale l'amministrazione Obama ha annunciato di aver sospeso gli sforzi per farlo passare al Congresso - o deportare gli oltre due milioni di immigrati illegali criminali.

Ieri il duro attacco del presidente della commissione Ue Juncker: "Perderemo due anni, il tempo che faccia il giro del mondo che non conosce".

 

I nomi in corsa per la squadra di governo 


 

Leggi tutto