Trump apre su Obamacare. E lavora al nuovo governo

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Prima intervista del tycoon: “Unirò il paese creando occupazione”. Sulle email di Hillary Clinton fa marcia indietro: “L'inchiesta non è una priorità”. E aggiunge: “Potrei salvare parti della riforma sanitaria”. Ma avvisa Obama: non prenda iniziative in politica estera

L'Obamacare potrebbe sopravvivere in parte sotto la presidenza di Donald Trump. E' lo stesso neopresidente ad affermarlo nella sua prima intervista dall'elezione rilasciata al Wall Street Journal. Il tycoon spiega come Barack Obama gli abbia chiesto di  rinunciare alla totale abolizione della riforma sanitaria e racconta di aver assicurato che valuterà i suggerimenti del presidente uscente. (SPECIALE - MAPPA - FOTO - VIDEO)

 

 

Trump apre su Obamacare – Arrivano dunque i primi 'aggiustamenti' del presidente eletto rispetto alla campagna elettorale al vetriolo in cui ogni cosa fatta dai democratici era un errore, se non un crimine. Oltre a parlare della riforma sanitaria approvata nel 2010 e voluta con forza dal presidente Barack Obama – che non va per forza abrogata ma può essere modificata -  Trump sottolinea che la commissione di inchiesta su Hillary Clinton non è una priorità.

 

 

La prima intervista -  Lo è, invece, "mettere in sicurezza i confini", precisa. E aggiunge: "Dobbiamo unire il paese. Voglio un paese unito" e la strada migliore per ottenerlo è quella di creare posti di lavoro.

 

 

Le proteste – Intanto in strada, sia sulla Fifth Avenue che in diverse città, non si placano le proteste contro l’esito delle elezioni. Ma alla corte di Trump le grida non arrivano. Si pensa solo a fare in fretta. E lo stesso neopresidente, che sembra aver ripreso il controllo del suo account Twitter, annuncia a breve "decisioni importanti".

 

 

Si lavora alla squadra - Lassù al 58/mo piano della Trump Tower, con vista mozzafiato su Central Park e sulle luci di New York, si lavora giorno e notte alla nuova squadra di governo e al piano dei primi 100 giorni della presidenza Trump. Il tycoon, in attesa di trasferirsi nello Studio Ovale, riunisce i suoi fedelissimi nello studio di casa, dove Mike Pence, Rudy Giuliani e gli uomini del cosiddetto 'transition team' discutono sui programmi e valutano centinaia di curricula circondati da arazzi, specchi, colonne e stucchi dorati.

 


 

Le critiche di Jucker – Arrivano però giudizi pesanti da parte del presidente della Commissione Ue: “Con lui perderemo due anni, il tempo che faccia il giro del mondo che non conosce -  dice Juncker - Rischi di vedere gli equilibri intercontinentali disturbati su fondamentali e struttura”. 

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