Donald Trump, i prossimi passi verso la Casa Bianca

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È il nuovo presidente degli Stati Uniti, ma passeranno più di due mesi prima che il magnate s'insedi e prenda il posto di Barack Obama. Ecco tutte le tappe fino al giuramento del 20 gennaio

Donald Trump ha battuto Hillary Clinton ed è il 45esimo presidente degli Stati Uniti (MAPPA - FOTO - VIDEO). Passeranno più di due mesi, però, prima che il nuovo leader Usa prenda il posto di Barack Obama e s’insedi alla Casa Bianca. In questo periodo lo Studio Ovale continuerà ad essere occupato dal marito di Michelle, ancora nel pieno delle sue funzioni.

Presidential transition – Il periodo di interregno tra l’elezione del nuovo presidente e il suo effettivo ingresso alla White House si chiama “presidential transition”. In questo lasso di tempo, di oltre due mesi, si completa il processo elettorale. L’ultimo atto è l'insediamento del nuovo Congresso, chiamato a confermare il voto dei grandi elettori. Il presidente eletto, nel frattempo, designa la sua amministrazione: dai membri del nuovo governo ai vertici di tutte le principali agenzie federali.

Il voto dei grandi elettori – Dopo l’Election day, i 538 grandi elettori scelti dai cittadini americani sono chiamati a votare il presidente e il suo vice “il lunedì dopo il secondo martedì di dicembre”. Quest’anno la data è il 19 dicembre. Il collegio elettorale, l’organo che raccoglie i grandi elettori, non si riunisce. I delegati vanno ciascuno nella capitale del rispettivo Stato e lì esprimono la propria preferenza per uno dei ticket. I grandi elettori votano a scrutinio segreto e senza vincoli: la Costituzione non li obbliga a optare per il candidato che rappresentano e solo in alcuni Stati ci sono leggi che prevedono sanzioni per chi non rispetta il mandato. Nonostante questo, di norma scelgono il candidato espresso dal proprio schieramento (che è il nome per cui i cittadini li hanno votati). Alla fine della riunione viene redatto un verbale che, insieme ai voti, viene inviato da ogni Stato a Washington.

Il Congresso – Le buste vengono conservate al Senato fino al 6 gennaio. Quel giorno, a Camere congiunte, il Congresso si riunisce per aprirle e contare i voti dei grandi elettori. Il presidente viene eletto a maggioranza assoluta: vince chi conquista almeno 270 dei 538 voti del Collegio elettorale. Nel caso in cui nessun candidato raggiunga il quorum, è previsto un ballottaggio. Il secondo turno è affidato alla Camera dei Rappresentanti, dove i deputati non votano singolarmente ma per Stati (diventa presidente chi ottiene il voto della maggioranza degli Stati: 26).

Inauguration day – Il mandato del nuovo presidente inizia con l’Inauguration day. Il 20 gennaio ci sarà il passaggio di consegne tra Donald Trump e Barack Obama. In quella data, giorno dell’investitura ufficiale, il magnate giurerà sulla Bibbia, terrà un discorso d’insediamento e prenderà possesso della Casa Bianca. Non mancherà la tradizionale parata a Washington lungo Pennsylvania Avenue, la principale arteria di collegamento tra Capitol Hill, sede del Congresso, e la White House, residenza del presidente.

State of Union – Il primo vero atto politico di Trump, nuovo Commander in Chief, sarà il discorso sullo stato dell'Unione. Il nuovo presidente parlerà davanti al Congresso riunito in seduta plenaria: traccerà le linee guida della sua agenda legislativa e del programma che intende attuare durante il suo primo anno di mandato. La data di questo appuntamento viene fissata tra la fine di gennaio e i primi di febbraio. Ogni nuovo anno, poi, si aprirà con il discorso sullo stato dell'Unione del presidente degli Stati Uniti.

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