Elezioni Usa, la demografia ci dice tutto (o quasi) sul voto

Operazioni di voto negli Stati Uniti (Getty Images)
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Un'elaborazione dell'Economist mostra in un grafico come gli elettori indirizzano il proprio voto in base a sesso, etnia e livello d'istruzione. Con una brutta notizia per Donald Trump

Il fattore demografico è stato diverse volte l'oggetto delle analisi politiche sulle elezioni americane: già nel caso della prima vittoria di Barack Obama era risultato determinante il forte sostegno della popolazione non bianca al candidato democratico. La sfida fra Hillary Clinton e Donald Trump nell'Election day dell'8 novembre su questo punto non è diversa, anzi: è stato più volte sottolineato come l'elettorato dei due candidati sia polarizzato fra diversi gruppi etnici e diversi livelli d'istruzione. Secondo un'elaborazione dell'Economist, basata sui dati disponibili dalle ultime elezioni del 2012, le probabilità che un cittadino voti il Partito Democratico possono passare dal 13%, nel caso di un uomo bianco non laureato e residente in Alabama) al 92%, in quello di una donna non laureata residente a Washington DC. Il discorso si fa ancora più interessante se consideriamo la consistenza di questi gruppi etnici in relazione alle rispettive affluenze alle urne.




   

Voto e demografia – Nel grafico (riferito alle scorse elezioni) sono rappresentate otto categorie di elettori, quattro per i bianchi fra uomini e donne, laureati e non e altre quattro – analoghe – per tutte le altre etnie. Ciascun cerchio, la cui dimensione rappresenta l'entità numerica del gruppo, si colloca tanto più a destra quanto più è alta la partecipazione al voto, tanto più in alto quanto più è grande il sostegno al Partito Democratico. Fortemente democratiche risultano, dunque, le donne non bianche (e in generale tutto il gruppo etnico dei non bianchi rappresentato dai colori giallo e verde); il Partito Repubblicano raccoglie, invece, il suo consenso più massivo dai bianchi, in particolare quelli meno istruiti e, in ogni caso, più dagli uomini che dalle donne (i colori da osservare, in questo caso, sono rosso e blu).

 

Dai sondaggi alla cabina elettorale - L'esperienza storica delle scorse elezioni, sotto il profilo della partecipazione elettorale, sembra favorire la Clinton: infatti i supporter di Donald Trump, potrebbero risultare sopravvalutati nei sondaggi in quanto i maschi bianchi non laureati (lo zoccolo duro che sostiene il magnate, segnato in blu chiaro in fondo a sinistra) tendono a votare molto meno, ad esempio, delle donne bianche laureate (in rosso scuro a destra). Spostando l'attenzione sul posizionamento sull'asse delle ascisse (da sinistra a destra), si nota chiaramente come i repubblicani attirino maggiori consensi dai gruppi demografici bianchi con minore affluenza alle urne (quelli più a sinistra) rispetto al totale degli aventi diritto.

 

Le speranze di Trump - Tanto che, stima l'Economist, Trump potrebbe prevalere sulla Clinton solo nel caso in cui due condizioni andassero a convergere a suo favore: che la "sua" base registri un'affluenza superiore di 15 punti percentuali rispetto alle elezioni del 2012 e che, dalla parte della Clinton, si verifichi una defezione di pari entità. L'inciso finale della nota rivista britannica, che sostiene apertamente Hillary, è che ci vorrebbe un enorme "per quanto non senza precedenti" errore nei sondaggi per vedere l'affermazione finale di Donald Trump alla Casa Bianca.

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