Siria, offensiva dei curdi per liberare Raqqa

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La città è in mano all’Isis da due anni e mezzo. Bombardato un asilo a Damasco, almeno sei bambini tra le vittime

Dopo Mosul, è la volta di Raqqa. Le Forze Democratiche Siriane (SDF nell'acronimo in inglese), alleanza arabo-curda appoggiata dagli Usa, hanno annunciato l'inizio dell'offensiva per liberare la roccaforte dell'Isis in Siria.

 

Bambini morti in bombardamento su asilo vicino Damasco -  Intanto, l’Osservatorio siriano per i diritti umani ha annunciato che sono almeno sei i bambini morti a causa di un bombardamento dell’esercito di Assad su un asilo a Harasta, alle porte di Damasco, nella regione del Guta Orientale.

 

Liberare Raqqa – Il risultato dell'azione su Raqqa, però, lascia ben sperare e segna un grande successo: la città infatti è in mano all’Isis da due anni e mezzo. "E' cominciata la grande battaglia per la liberazione”, ha dichiarato un comandate delle SDF nella città di Ain Issa, situata 50km a nord di Raqqa. L'annuncio, che era molto atteso, arriva dopo tre settimane dall'inizio dell'offensiva irachena e delle forze alleate contro Mosul, la capitale 'de facto' dell'Isis in Iraq.

 

Da capitale del Califfato a regia stragi in Occidente - Raqqa, situata nel nord della Siria, è la capitale del sedicente Stato islamico dopo che i miliziani dell'Isis ne presero il controllo nel gennaio del 2014. Ed è il centro di comando di recenti sanguinosi attacchi all'Occidente firmati dal gruppo jihadista. Una lunga scia di sangue iniziata il 7 gennaio 2015 a Parigi con l'attacco al settimanale satirico Charlie Hebdo, ancora a metà tra Al Qaeda e Isis, che scatenò l'effetto emulazione che si tradusse tre giorni dopo nell'attacco al supermercato kosher nella capitale francese e poi in quelli al museo ebraico a Bruxelles e al treno Amsterdam-Parigi. La cellula organizzaza da Adnani era ormai pronta a colpire in grande, come hanno dimostrato le stragi del 15 novembre a Parigi e del 22 marzo di quest'anno a Bruxelles. Il 15 luglio scorso, meno di due mesi dopo l'appello di Adnani a colpire ovunque l'Occidente lanciato a ridosso del Ramadan, la strage sul lungomare di Nizza.

 

Civili i fuga -  A Raqqa, dei 240.000 abitanti che si contavano nel 2011 prima dell'inizio della guerra civile in Siria, circa 80.000 sono scappati dalla città. Molti di quelli rimasti subiscono le peggiori atrocità commesse dal gruppo jihadista attraverso la più rigida applicazione della legge islamica.

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