La battaglia di Mosul, leader Is Al-Baghdadi potrebbe essere in città

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I curdi: "Se è lì e se viene ucciso, questo causerà la caduta dell'Isis". I jihadisti stanno resistendo all'attacco delle forze irachene. Unicef: 18mila sfollati, bambini come kamikaze

 

 

Il leader dello stato islamico Al-Baghdadi sarebbe a Mosul, dove sono entrate le forze armate irachene. Lo rivela all'Independent il capo di gabinetto del presidente curdo all'indomani dell'ingresso dell’esercito iracheno, per la prima volta dal luglio 2014, nella città irachena. Dove in queste ore infuria la battaglia.  "Se è lì e se viene ucciso, questo causerà la caduta dell'Isis" ha detto Fuad Hussein, il capo di gabinetto del presidente curdo. I jihadisti stanno resistendo all'attacco delle forze di Baghdad, ieri hanno rastrellato giovani maschi e li tengono in ostaggio nelle moschee. Il premier Abadi lancia un nuovo monito a Erdogan: "Se truppe di Ankara mettono piede in Iraq è guerra". Nel Paese esplode l'emergenza sfollati. 

 

Milizie filo-Iran: "Conquistati 700 Km quadrati" - Le milizie sciite filo-iraniane che partecipano all'offensiva per strappare Mosul all'Isis hanno affermato di essere avanzati oggi in altri 115 chilometri quadrati di territorio provenendo da ovest, ciò che porta il totale del territorio conquistato a 705 chilometri quadrati dall'inizio dell'operazione. In un comunicato, le Forze di mobilitazione sciite (Hashd Shaabi) aggiungono di avere preso il controllo anche dell'oleodotto a sud ovest di Mosul.

Nel comunicato le milizie sciite, che si sono impegnate ad entrare a Mosul, città a maggioranza sunnita, precisano di avere cominciato la loro avanzata da cinque giorni. "I miliziani Hashd Shaabi - si aggiunge nella nota - hanno ucciso 47 miliziani di Daesh, hanno liberato cinque villaggi e hanno fatto saltare in aria cinque autobomba uccidendo i kamikaze che erano alla guida".

 

Unicef: 18mila sfollati, bimbi come kamikaze - Sono circa 17.748 persone, la metà dei quali bambini sotto i 18 anni, quelle recentemente sfollate a seguito delle operazioni militari per riprendere la città di Mosul". A dichiararlo è Andrea Iacomini, portavoce dell'Unicef Italia, che aggiunge: "Il dato preoccupante però è che ci giungono evidenze e segnalazioni, solo nell'ultima settimana di ottobre, di almeno 3 bambini reclutati e usati come kamikaze, che si uniscono ad almeno altre 32 segnalazioni di ragazzi usati come kamikaze nel 2016". Il rischio in questa fase dell'assedio è che questi numeri aumentino sempre di più E' inoltre drammatico constatare come arrivino notizie di bambini uccisi durante attacchi aerei, a causa del fuoco incrociato o da razzi, e di esecuzioni sommarie nel solo mese di ottobre nell'area di Mosul. Per non parlare delle scuole che vengono oramai tutte utilizzate come riparo e della salute di migliaia di bambini, messa a dura prova dalle continue esalazioni derivanti dagli incendi dei pozzi petroliferi" conclude Iacomini.

 

 

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