L'esercito iracheno entra a Mosul per la battaglia finale

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Le truppe occupano la zona a est del Tigri, ripreso il controllo dell'edificio della tv di Stato. Allarme Save the Children: 600.000 bimbi intrappolati nella "capitale" dell'Isis 

L’esercito iracheno, per la prima volta dal luglio 2014, è entrato nella città di Mosul. Lo ha annunciato il comando delle operazioni congiunte: le linee dell’Isis hanno ceduto a Judaidat Al Mufti, area sud orientale della città che affaccia sulla riva sinistra del Tigri. Il ministero della Difesa russo lancia però l'allarme: "Un attacco sulle aree residenziali di Mosul potrebbe causare numerose vittime".

 

Presa anche la tv della città - La battaglia finale per la "capitale" dell'Isis in Iraq è ormai in corso. Le “Golden Eagle”, le truppe speciali irachene, hanno annunciato di aver preso il controllo della televisione ufficiale della città, che si trova ai confini del quartiere di Kukyeli. “Prendere la tv significa prendere la città” ha annunciato il colonnello Taleb Shagati, capo delle operazioni militari congiunte.

 

Save the Children, 600.000 bimbi intrappolati - E in questa giornata che segna la storia, interviene anche la portavoce dell’Ufficio dell’Alto commissario Onu per i diritti umani Ravina Shamdasani che esprime la sua preoccupazione per i civili: “Daesh ha cercato di trasformare 25mila civili in scudi umani per impedire la presa di Mosul, ma i raid aerei hanno impedito il trasferimento della maggior parte delle persone dai sobborghi vicini verso la città”. Poi aggiunge: "Alcuni autobus, però, hanno raggiunto Abusaif, 15km a nord di Haman al-Alil City. Esprimiamo profonda apprensione per queste persone e le altre decine di migliaia di civili che l’Isis ha forzatamente trasferito nelle ultime due settimane”.

Ancora più forte è il grido di allarme lanciato da Save The Children: nella seconda città irachena sarebbero intrappolati fino a 600 mila minori. Occorre dunque creare "corridoi umanitari" per evacuare tutti i civili che ammonterebbero a 1,5 milioni.

 

 

Esecuzioni di massa – Gli jihadisti hanno anche proseguito con le esecuzioni di massa: “Sappiamo che sabato 29 ottobre quaranta ex membri della Forza di sicurezza iracheni sono stati uccisi e i loro corpi sono stati gettati nel fiume Tigri” ha comunicato Shamdasani.

 

Mosca: a Mosul si rischiano molti morti – La Russia, invece, attraverso il portavoce del ministero della Difesa, avverte che "un attacco lanciato sulle aree residenziali di Mosul potrebbe causare numerose vittime”. Secondo Mosca “per una strana coincidenza” non ci sono “corridoi umanitari” e nemmeno “giornalisti, volontari e attivisti con elmetti bianchi o di qualche altro colore”, come invece accade ad Aleppo.

 

Quasi duemila morti a ottobre - A ottobre nella regione di Ninevah, di cui Mosul è capitale, sono state uccise 566 persone e altre 59 sono state ferite. Lo ha comunicato la missione Onu di assistenza in Iraq. In totale sono almeno 1792 i morti lo scorso mese in Iraq, quasi il doppio rispetto a settembre: 1120 erano civili mentre 672 erano membri delle forze di sicurezza irachene. I feriti sono più di 1300.

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