Documenti falsi, arrestata la "Monna Lisa afghana" di McCurry

Sharbat Gula, la ragazza afghana resa famosa da una copertina del "National geographic Magazine" del 1985 (Ansa)
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Sharbat Gula divenne famosa nel 1985 quando fu fotografata in un campo profughi di Peshawar. Lo scatto finì su una copertina del "National Geographic Magazine" e divenne famosissimo. Il fotografo su Instagram: "Il suo arresto è un'egregia violazione dei suoi diritti umani"

È stata per anni uno dei volti simbolo del popolo afghano in fuga dal proprio Paese. I suoi occhi verdi di ragazza segnata dal conflitto sono stati i protagonisti della celebre copertina del "National geograpich Magazine", firmata da Steve McCurry nel giugno del 1985. Oggi Sharbat Gula, famosa come "la Monna Lisa afghana", è stata arrestata a Peshawar, nel Nord-Ovest del Pakistan. L'accusa: falsificazione del Documento nazionale di identità computerizzato (Cnic) pachistano.

 

Una richiesta del 2014 all'origine del caso – La vicenda è stata resa nota dall'emittente televisiva DawnNews, secondo la quale la donna, oggi 46enne, avrebbe richiesto una falsa carta d’identità nell’aprile 2014 a Peshawar, dichiarando di essere nata in Pakistan e di chiamarsi Sharbat Bibi. Alla fine di febbraio 2015, però, i documenti ottenuti da Sharbat e da due dei suoi presunti figli sarebbero stati annullati perché ritenuti falsi. Il 26 ottobre 2016, alcuni agenti della Agenzia federale di indagini (Fia) si sarebbero recati a casa della donna per contestarle il reato di falsificazione del Cnic. La donna sarà trasferita in un carcere femminile in attesa di giudizio e rischia fino a 14 anni di carcere. La polizia sta cercando anche i suoi due presunti figli per arrestarli.

 

Una foto che ha fatto epoca – Sharbat venne fotografata da Steve McCurry nel campo rifugiati Nasir Bagh, alla periferia di Peshawar, nel 1984 quando aveva 12 anni. L'anno successivo il suo volto finì su una copertina di National geographic e fece il giro del mondo. Nel 2002 il celebre fotografo decise di ritornare a cercarla per farle una nuova foto. Grazie all'aiuto del tecnico John Daugman e della biometrica, McCurry riuscì a rintracciare la donna in Pakistan, dove nessuno sapeva chi fosse, e a realizzare lo stesso ritratto a 17 anni di distanza dal primo.

 

Appresa la notizia, Steve McCurry ha scritto su Instagram: "Sono impegnato a fare qualsiasi cosa per fornire supporto legale e finanziario a lei e alla sua famiglia. Protesto con forza contro questa azione delle autorità. Lei ha sofferto tutta la sua vita, e il suo arresto è una egregia violazione dei suoi diritti umani".

 

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