Esecuzione di massa dell'Isis a Mosul: 284 morti, anche bambini

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Le vittime erano state catturate in rastrellamenti per essere usate come scudi umani. Due morti e mille ricoverati per un incendio in una fabbrica di solfati provocato dai miliziani dell'Is durante la ritirata

Di fronte all'avanzata delle forze della coalizione verso Mosul, lo Stato Islamico ha ucciso, in una  esecuzione di massa, 284 persone. Tra le vittime ci sarebbero anche bambini. Lo riporta la Cnn che cita una fonte dell'intelligence irachena. Le vittime, continua l’emittente televisiva statunitense, erano state catturate nei giorni scorsi in rastrellamenti per essere usate come scudi umani contro gli attacchi che stanno costringendo le forze dell'Isis a  lasciare le zone meridionali di Mosul.

 

 

Esecuzioni di massa -  Le esecuzioni di massa sono avvenute il 20 e 21 ottobre all'interno del compound che ospitava la Facoltà di Agraria della città, e i militanti dell'Is hanno usato un bulldozer per seppellire i corpi in una fossa comune. 

La denuncia arriva dopo che le Nazioni Unite hanno espresso "profonda preoccupazione" per il fatto che l'Isis abbia preso in ostaggio 550  famiglie nella zona di Mosul per usarle come scudi umani. Duecento  famiglie sono state sequestrate nel villaggio di Samalia e 350 in quello di Najafia in un'operazione che appare essere tesa "ad impedire che i civili possano fuggire", ha detto Ravina Shamdasani, vice  portavoce dell'Ufficio Onu per i Diritti Umani.

 

Due morti e mille ricoverati per un incendio in una fabbrica di solfati - Almeno due civili morti e mille persone ricoverate è invece il bilancio dell'incendio in una fabbrica di solfati a sud di Mosul alla quale i miliziani dell'Isis hanno dato fuoco durante la ritirata. Lo riferisce la televisione panaraba Al Jazira. Il primo ministro, Haidar al Abadi, ha detto che l'incendio, appiccato due giorni fa, è stato domato grazie all'intervento della difesa civile e delle forze di sicurezza. La fabbrica si trova nella località di Mishraq, vicino alla base aerea di Qayyara, che serve da centro logistico nell'offensiva verso Mosul e dove si trovano militari iracheni e americani.
Il maggiore americano Christopher Parker, responsabile per i rapporti con i media, ha detto alla televisione curda Rudaw che la situazione viene monitorata con attenzione nella base di Qayyara. "Tutto il personale - ha detto - ha a disposizione da settimane le maschere protettive, e alcuni hanno deciso di indossarle oggi, ma le misure di protezione non sono cambiate. Siamo pronti ad adottarne di nuove se la minaccia lo renderà necessario".

 

Offensiva irachena a sud ovest di Mosul - Prosegue l'avanzata dell'esercito iracheno per riconquistare la città ora in mano all'Isis. La nona divisione dei militari di Baghdad ha lanciato una nuova offensiva per conquistare la cittadina di Hamdaniyah, a sud-ovest di Mosul. Hamdaniyah è ritenuta quasi disabitata, ma i miliziani dell'Isis hanno disseminato le strade e i villaggi di avvicinamento a Mosul, dove i jihadisti sono arroccati, di camion bomba, cecchini, mine. L'avanzata è dunque estremamente complicata. Nel frattempo è arrivato a Baghdad il segretario alla Difesa Usa Ash carter per valutare di persona i progressi militari nella battaglia. 

Le forze governative hanno conquistato inoltre Bartella, uno dei principali villaggi cristiani a una decina di chilometri a sud-est di Mosul. Sulla chiesa del villaggio sventola già la bandiera irachena. 

 

Si combatte ancora a Kirkuk -  Si continua a combattere anche a Kirkuk, città nel kurdistan iracheno, dove venerdì i jihadisti hanno sferrato una controffensiva usando kamikaze e cecchini.  "Ci sono ancora combattimenti in alcune zone di Kirkuk, vanno avanti da oltre 24 ore", ha riferito stamani Hoda Abdel-Hamid della tv satellitare al-Jazeera, parlando di "intensi scambi di colpi d'arma da fuoco". L'assalto dell'Isis a Kirkuk ha provocato la morte di 80 persone, per la maggior parte forze di sicurezza. Almeno 50 jihadisti sarebbero stati uccisi nelle ultime 48 ore.

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