Nobel a Dylan, dalla gioia di Obama al sarcasmo di Murakami

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Se il presidente statunitense plaude al premio, lo scrittore giapponese commenta negativamente. E, da Baricco a Riotta, anche in Italia si accende la polemica 

Grande poeta o intruso ingombrante nel mondo letterario? Dopo l’assegnazione del premio Nobel per la letteratura del 2016 al cantautore Bob Dylan, le reazioni alla scelta dell'Accademia di Svezia sono state decisamente eterogenee. Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama si è congratulato con il vincitore, indicandolo come uno dei suoi poeti preferiti e linkando i brani di Dylan su Spotify.

 

Murakami attacca su Facebook - Ma se il presidente uscente è entusiasta per il Nobel, lo stesso non si può dire di uno dei grandi favoriti degli ultimi anni, Haruki Murakami. Lo scrittore giapponese ha provocatoriamente pubblicato su Facebook la copertina de suo libro “Norvegian Wood”, accompagnata dal commento laconico: “Non dispiacerti per te stesso. Solo gli str**** lo fanno”. E suscitando così tanti commenti concordi tra i suoi lettori.

 

 

 

Baricco critica, Riotta risponde - Anche in Italia non tutti hanno applaudito alla decisione dell’Accademia di Svezia: per Alessandro Baricco Dylan "è un grandissimo. Andare a un suo concerto oggi è una delle esperienze più grandi ed emozionanti che si possano fare nello spettacolo. Ma, per quanto mi sforzi, non riesco a capire che cosa c'entri con la letteratura". Secondo l'intellettuale italiano "è come se dessero un Grammy Awards a Javier Marias perché c'è una bella musicalità nella sua narrativa. Se seguiamo questo ragionamento allora anche gli architetti possono essere considerati poeti". Giudizio duramente stroncato da Gianni Riotta che, su Facebook, difende la vittoria del cantante e attacca lo scrittore italiano: "Caro Baricco, Bob Dylan c'entra davvero molto con la letteratura. Tu, piuttosto, sei proprio sicuro di entrarci qualcosa, anche solo un pochino, di striscio magari?"
 

 

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