Il futuro dell'intelligenza artificiale, secondo la Casa Bianca

La presidenza degli Stati Uniti ha redatto un report sulle conseguenze sociali dell'Intelligenza artificiale (Getty Images)
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Un rapporto della presidenza americana analizza potenzialità e rischi dell'Artificial Intelligence. Aumenterà la produttività - dicono gli esperti Usa - ma penalizzerà i lavoratori poco qualificati, accrescendo le diseguaglianze economiche

L'intelligenza artificiale cambierà il mondo. E su questo la Casa Bianca non ha dubbi. Va ancora trovata, però, la strada giusta tra opportunità e rischi, nel mondo del lavoro, della pubblica amministrazione e della sicurezza. Sono le considerazioni contenute in "Preparing for the future of artificial intelligence", documento pubblicato dalla presidenza degli Stati Uniti.

 

Le potenzialità e i pericoli – Siamo allo stadio iniziale, tra bot (ossia software che al computer sono in grado di interagire come se fossero esseri umani) e assistenti vocali. Tuttavia, si legge nel rapporto, “l'intelligenza artificiale ha le potenzialità per essere il più importante driver per la crescita economica e il progresso sociale”. Ma ci sono anche dei “se”. Porterà infatti più svilupo che danni solo “se industria, società civile e Governi lavoreranno assieme per supportare lo sviluppo di questa tecnologia, ponendo attenzione tanto al suo potenziale quanto alla gestione dei suoi rischi”. Non a caso, il documento non si limita a scattare una foto dell'esistente e a fare previsioni. Stila anche una lista di raccomandazioni.

 

Decideranno le macchine? – L'intelligenza artificiale cambierà il mondo del lavoro. Aumenterà la produttività e ridurrà gli sprechi. Ma sostituirà alcune competenze. “Saranno colpiti i lavori meno qualificati”, ma darà spazio “a nuove professionalità”. Con il rischio di “accrescere l'ineguaglianza economica”. Le macchine snelliranno la burocrazia, rendendola più rapida ed efficiente. Ma prenderanno decisioni che riguardano le persone. Come se ne esce? “Scuole e università devono legare tecnologia, etica e privacy” per creare lavoratori e cittadini più consapevoli. Mentre i governi dovranno garantire “trasparenza sui dati e gli algoritmi”.

 

Servono nuove regole – La materia è nuova, ma in rapida evoluzione, tanto da porre un problema di regolamentazione. Basta pensare ai veicoli a guida autonoma e alle implicazioni che avrebbero sul Codice della strada ma anche sulle assicurazioni e sugli eventuali reati. Oppure ai droni e alla necessità di gestire il traffico dei cieli. “Nel lungo periodo – scrive lo studio – l'intelligenza artificiale ridurrà gli incidenti dovuti agli errori degli automobilisti e migliorerà la mobilità. Ma la tecnologia deve ancora maturare per garantire la sicurezza pubblica”. L'intelligenza artificiale, infine, "potrebbe diventare un'arma", sia per attaccare che per difendersi: per questo bisogna "monitorare gli sviluppi a livello mondiale" per "individuare i rischi sul nascere".

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