USA, le emoticons in campo contro lo spreco di cibo

Il banco frutta e verdura di un supermercato (Getty Images)
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Hungry Harvest è una startup specializzata nella consegna di cibo "brutto". Per sensibilizzare il pubblico verso frutta e verdura non perfetti, hanno inventato una serie di emoticon

Il principio del "bello è buono" ispira l'offerta della maggior parte dei supermercati in tutto il mondo. Per questo motivo nel banco frutta e verdura dei vari punti vendita della grande distribuzione è difficile trovare una patata bitorzoluta o una carota storta. In America il fenomeno è ancora più accentuato, tanto da dare vita a startup dedicate proprio al recupero e alla vendita di frutta e verdura "brutte". Hungry Harvest è una di queste e, per rafforzare il concetto, ha anche creato una serie di emoji molto speciali. Al posto di faccine e pollici in su, ci sono fragole imperfette e melanzane allegre.

 

 

Dall'app alla petizione - L'app si chiama Ugly Produce! ed è disponibile solo su iOS. Lo scopo è quello di sensibilizzare l'opinione pubblica sullo spreco di questi alimenti che, proprio perché brutti, vengono scartati dalla grande distribuzione, finendo inevitabilmente nelle 1,6 bilioni di tonnellate di alimenti sprecati ogni anno (fonte: Expo 2015). Per avere un impatto sul numero più ampio possibile di persone, Hungry Harvest ha lanciato una petizione per incoraggiare Unicode, Apple e Google ad adottare questi standard per le proprie tastiere.

 

Un danno da 1.000 miliardi all'anno - L'America è ossessionata dai prodotti esteticamente perfetti. Considerata l'intera produzione alimentare statunitense, secondo Hungry Harvest ogni anno un vegetale su cinque viene scartato. A questo si aggiunge lo spreco domestico di cibo in tutto il mondo, che ci costa circa 1.000 miliardi di dollari all'anno. Il cibo scartato inoltre ha un costo ambientale. Secondo l'United Nations Environment Programme gli scarti organici sono la seconda componente per quantità delle discariche americane. Contribuiscono in modo sostanziale all'aumento delle emissioni di gas metano, responsabile del surriscaldamento dell'atmosfera. Magari non sarà un'app a cambiare la situazione, ma potrebbe spingere le persone a riflettere di più mentre sceglie la spesa settimanale.

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