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Secondo i sondaggi il numero due di Donald Trump ha vinto il duello tv con il suo rivale democratico. Russia, immigrazione e tasse i temi su cui i due si sono affrontati. VIDEO

Questa notte Donald Trump si è preso una rivincita. Indietro negli ultimi sondaggi rispetto a Hillary Clinton, ha riacquistato punti grazie a Mike Pence nell' unico faccia a faccia tra i candidati alla vice presidenza degli Stati Uniti. A dirlo, il sondaggio di Cnn/Orc realizzato subito dopo il dibattito.

 

 

La soddisfazione di Trump su Twitter

 

I numeri in corsa per la casa Bianca si sono presentati sul palco della Longwood University, a Farmville, in Virginia, con cravatte "invertite" rispetto al colore del partito: rossa per il democratico Tim Kaine e blu per Pence, preludio dell'inversione di ruoli tra i due vice e i rispettivi candidati. Infatti il repubblicano Pence sembra aver convinto con il suo stile pacato, mai sopra le righe: praticamente l'opposto di Trump. Al contrario, il democratico Kaine, senatore della Virginia, che giocava in casa, ha vigorosamente attaccato il rivale sulle più controverse istanze con irriverenza.

 

 

Il confronto - Mike Pence è l'attuale governatore dell'Indiana, Stato che guida dal 2013, all'interno del partito repubblicano è considerato un conservatore sia dal punto di vista fiscale che sociale. Il democratico Tim Kaine è invece senatore della Virginia, molto apprezzato anche dai repubblicani per la sua competenza e la sua onestà. Entrambi erano scesi in campo armati fino ai denti, chiamati ad alzare le mura del fortino in difesa dei leader con cui corrono, Hillary Clinton e Donald Trump. E' stato però Kaine ad attaccare per primo e a continuare a farlo per tutti i 90 minuti del duello che lo ha visto aggressivo e incalzante, anche se fedele alla linea della candidata democratica. Di fronte a lui un rivale capace di mantenere la calma, anche davanti ad interruzioni continue, che ha dato prova di avere un temperamento ben diverso da quello di Trump. 

 

I temi del dibattito - I due si sono scontrati prima sui rapporti con la Russia, in particolare su Vladimir Putin, leader ammirato da Trump. Kaine ha ricordato che Putin è un dittatore e che il miliardario fa affari con gli oligarchi del Cremlino. Pence ha sostenuto che Putin "è più forte di Obama" anche se dirlo "è doloroso". "L'America è più forte della Russia e Putin rispetterà l'amministrazione Trump per la sua forza", ha concluso ricordando che è colpa di Obama-Clinton se la Russia si è rafforzata e ha invaso parte dell'Ucraina. C'è stato spazio anche per parlare di aborto, soprattutto tra due candidati che si definiscono fortemente religiosi. Pence ha attaccato Kaine sostenendo che Hillary vuole finanziare una legge che darebbe il via libera a una pratica di interruzione di gravidanza ora vietata. Il democratico ha detto che "non è il compito dei servitori pubblici quello di decidere su questa scelta".


Sulle tasse invece è Pence ad aver la meglio: "Con Clinton avremo tasse più alte e più spese cosa che non ci porterà a diminuire in mostro debito". Kaine ha detto che la scelta di Clinton serve per continuare a crescere e aiutare le fasce più deboli. Poi poi è stata la volta del tema immigrazione. I due si sono scontrati sulle parole usate da Trump per descrivere i messicani. Sempre in tema dei esteri Pence ha sottolineato come in Medio Oriente il pasticcio che il mondo vive è stato causato "da Clinton, l'architetto di queste politiche estere deboli" che sono state applicate da Obama. Cosa mai fatta da Donald Trump finora, Pence ha citato la possibilità di interventi militari in Siria. 
Anche l'uso delle armi nucleari è stato motivo di duello nel dibattito tv. Tim Kaine ha sostenuto che l'ex presidente repubblicano Reagan era preoccupato di qualcuno come Trump negli anni'80 quando ammonì che "qualche idiota o maniaco avrebbe potuto scatenare un evento catastrofico" con le armi nucleari. Mike Pence ha replicato: "Commento basso".

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