Israele in lutto, è morto l’ex presidente Shimon Peres

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L'ex presidente aveva 93 anni. Premio Nobel per la pace nel 1994, era ricoverato da due settimane a Tel Aviv in seguito a un ictus

E' morto nella notte a 93 anni l'ex presidente israeliano Shimon Peres. Lo statista premio Nobel per la pace nel 1994 era ricoverato da due settimane a Tel Aviv in seguito a un ictus e le sue condizioni erano da ieri considerate irreversibili (FOTO). 

 

 

Tanti leader attesi ai funerali - Leader politici di tutto il mondo sono attesi in Israele per prendere parte venerdì ai funerali di Shimon Peres. Smentita la presenza di Papa Francesco, ma saranno presenti - tra molti altri - anche il presidente americano Barack Obama e il Principe Carlo d'Inghilterra. Una riunione di emergenza si è tenuta questa mattina al ministero degli Esteri a Tel Aviv per organizzare l'arrivo dei capi di Stato e di governo, tra gli altri il presidente tedesco Joachim Gauck, quello francese François Hollande, il premier canadese Justin Trudeau, quello australiano Malcolm Turnbull, il presidente rumeno Klaus Iohannis, quello messicano Enrique Peña Nieto, e quello del Togo Togo Faure Gnassingbé. Ai funerali parteciperanno anche Bill Clinton e il segretario di stato americano John Kerry.

 

L'intervista del 2010 a Sky TG24

 

 

Gli inizi - La carriera politica dell'uomo che a lungo è stato il più avversato di Israele e che solo in vecchiaia ha toccato record inauditi di popolarità iniziò di fatto nell'azienda agricola laburista di Ben Shemen, dove Shimon Perski (questo il nome che nel 1923 aveva ricevuto nella natia Polonia) cominciò a farsi le ossa. Il giovane era sveglio, e fu presto notato dagli emissari di David Ben Gurion, il futuro fondatore dello Stato. Mentre i suoi coetanei versavano il sangue nella guerra di indipendenza (1948-49), Peres era impegnato all'estero ad acquistare le armi per loro. Un incarico importante a livello nazionale, ma la macchia di "imboscato" gli restò addosso per mezzo secolo.

 

 

Durante le guerre - A 30 anni, Peres era direttore generale del ministero della Difesa. Da quella posizione seguì la guerra nel Sinai del 1956, condotta da Tzahal assieme con inglesi e francesi. Con questi ultimi gettò allora le basi per la costruzione della centrale atomica di Dimona (Neghev). Da 'falco' laburista seguì Ben Gurion: prima all'opposizione e poi, nel 1967, nel governo di unità nazionale. Nella Guerra dei sei giorni avrebbe potuto essere ministro della Difesa: ma l'incarico fu affidato a Moshe Dayan. Sette anni dopo, a seguito della cruenta guerra del Kippur, Dayan e la premier Golda Meir furono defenestrati da proteste popolari. Per Peres, un nuovo appuntamento con la Storia. Ma qualcuno si ricordò che a Washington c'era il brillante ambasciatore Yitzhak Rabin, che acquisì così la leadership laburista.

 

 

Il premio Nobel - Negli anni 1974-77 Peres (da ministro della Difesa) mal sopportò la premiership di Rabin, e gli procurò non pochi fastidi autorizzando le prime colonie ebraiche ideologiche in Cisgiordania. Nel 1977 Rabin scivolò su una buccia di banana: la rivelazione di un conto in banca in dollari lasciato improvvidamente attivo dalla moglie Lea negli Stati Uniti. Le dimissioni di Rabin gli aprirono un varco insperato: ma il 17 maggio 1977, a sorpresa, il leader della destra nazionalista Menachem Begin si aggiudicò le elezioni, dopo decenni di opposizione. Nelle piazze, il proletariato sefardita aizzato dalla retorica di Begin lo vituperava come 'figlio di madre araba'. Solo nel 1984 Peres avrebbe strappato la nomina di premier: ma a metà, in rotazione col conservatore Yitzhak Shamir (Likud). In quegli anni il 'falco' laburista stava infatti trasformandosi in 'colomba'. Nel 1992 Rabin riuscì a riportare i laburisti al potere e dietro le quinte Peres manovrò sapientemente per dar vita agli accordi di Oslo: la gloria andò però al suo rivale di partito, con cui spartì il premio Nobel per la pace.

 

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50 anni di vita politica

 

 

Presidente nel 2007 - Icona di Israele nel mondo - Nel novembre 1995 Peres e Rabin erano assieme ad una manifestazione per la pace a Tel Aviv. Dietro le quinte, c'era in agguato un terrorista ebreo: questi lasciò che Peres passasse indisturbato e poi abbattè a pistolettate Rabin. Nelle politiche del 1996 la vittoria di Peres era data per scontata: invece sul filo di lana prevalse il debuttante Benyamin Netanyahu (Likud). Anche la carica di capo dello Stato fu difficile da raggiungere. In un primo tentativo gli fu infatti preferito il candidato del Likud, Moshe Katzav. Solo nel 2007, Peres divenne presidente.

 

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