Usa 2016, è Snapchat il social network di questa campagna elettorale

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L’app è entrata di prepotenza tra gli strumenti di comunicazione politica. Non solo Clinton e Trump la usano sempre più spesso, ora ospiterà anche un’iniziativa per spingere i giovani a votare

I giovani non votano? Ci pensa Snapchat. O almeno ci prova. L’applicazione, che secondo Nielsen raggiunge ogni giorno il 41% degli americani nella fascia di età 18-34 anni, ha infatti lanciato una campagna per spingere gli utenti a registrarsi per partecipare alle elezioni presidenziali che si svolgeranno l’8 novembre.

Gli iscritti alla piattaforma che abbiano più di 18 anni saranno esposti ad una serie di video promozionali che li indirizzeranno verso una pagina web gestita dall’organizzazione TurboVote dove potranno procedere alla registrazione. L’obiettivo è convincere le fasce di elettorato più giovani, che hanno tradizionalmente un tasso di affluenza basso, a presentarsi alle urne.

L’iniziativa, che andrà avanti fino al prossimo 7 ottobre, è un’ulteriore prova del successo dell’app e della crescente influenza elettorale della piattaforma, sempre più spesso utilizzata dai due candidati alla presidenza.

 

Campagna a colpi di filtro – L’ultimo esempio è arrivato in occasione del primo dibattito televisivo tra Hillary Clinton e Donald Trump. Il miliardario repubblicano ha acquistato una serie di filtri per attaccare la rivale. I filtri, che possono anche essere resi disponibili solo in determinate aree geografiche, sono immagini o testo che gli utenti possono sovrapporre alle proprie immagini o video per poi condividerli con gli amici. Si è trattato della prima volta che un candidato ha fatto ricorso a simili strumenti a livello nazionale; fino ad ora erano stati impiegati solo in zone più circoscritte.

 

Da parte sua, anche l’ex segretario di Stato ha utilizzato spesso i filtri di Snapchat, in qualche occasione per prendersi gioco del rivale, come durante la convention repubblicana dello scorso luglio. Più in generale, la Clinton e il suo staff hanno dimostrato di avere molta dimestichezza con il mezzo, arrivando fino a dedicare un’intera “storia”, ovvero una collezione di contenuti nel gergo di Snapchat, al dileggio dell’avversario.

 

In principio su Bernie – Secondo quanto ha raccontato l’agenzia Bloomberg a fine agosto, negli ultimi tempi entrambi i candidati alla presidenza hanno incrementato gli investimenti sulla piattaforma. L’obiettivo è coinvolgere gli elettori più giovani visto che dei 150 milioni di utenti che ogni giorno usano l’applicazione tre quarti ricadono nel segmento demografico 18-31 anni. Non a caso, uno dei pionieri della pubblicità elettorale su Snapchat è stato Bernie Sanders, molto seguito dai millennials democratici.

A gennaio il senatore dello stato del Vermont, allora impegnato nelle primarie del partito, aveva condotto sull’app una campagna di 9 giorni specificamente rivolta agli elettori dell’Iowa, dove si sarebbe svolta la prima votazione. Ogni giorno, gli utenti dello stato avevamo accesso ad un nuovo filtro targato Sanders.

Prima di lui, anche i candidati repubblicani alle primarie Ted Cruz e John Kasich erano ricorsi alla pubblicità su Snapchat sotto forma di video di 10 secondi che appaiono inframezzati ad altri contenuti.

 

Se è troppo presto per quantificare il ruolo che l’app ha avuto nell’orientare l’elettorato è indubbio che il suo influsso sulla campagna è in crescita. Secondo Jim Rutenberg del New York Times, Snapchat è il “simbolo” di queste elezioni 2016, un evento a cui l’applicazione ha cominciato a prepararsi per tempo. Snapchat ha infatti lanciato il proprio programma di pubblicità elettorale nel maggio del 2015 affidandone la gestione a Rob Saliterman, l’uomo che gestiva l’analogo programma di Google.

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