Siria, ong denuncia: più di 6mila morti in due anni di raid

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Le vittime dei bombardamenti della Coalizione sono per la maggior parte miliziani dell’Isis. Ma ci sono anche civili, tra cui donne e bambini. I dati l'Osservatorio nazionale per i diritti umani

Più di seimila persone, in larghissima parte miliziani dell'Isis, sono state uccise in due anni di raid della Coalizione guidata dagli Usa in Siria. Lo riferisce oggi l'Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus), che riporta un bilancio dettagliato.

 

 

Oltre 6 mila morti - Dei 6.213 uccisi, 5.357 sono miliziani jihadisti e 611 civili. Di questi, 163 sono minori e 90 sono donne. Nei raid della Coalizione sono stati uccisi anche 90 soldati governativi siriani, morti tutti nell'attacco di sabato scorso nell'est del Paese. Gli Usa hanno ammesso l'errore. Colpiti a morte dai bombardamenti della Coalizione anche 136 miliziani qaedisti e 10 di altre fazioni armate siriane.

 

Non c’è accordo su cessate il fuoco – Intanto in Siria manca ancora un accordo sul cessate il fuoco, dopo che l’ultimo accordo, durato solo una settimana, è stato interrotto dall’attacco a un convoglio umanitario con almeno 12 operatori rimasti uccisi. 

La guerra continuerà, prevede il presidente Bashar al Assad, che addossa tutte le colpe agli Usa e respinge ogni sua responsabilità per i bombardamenti sui civili, arrivando a negare che la parte orientale di Aleppo sia sotto assedio.

 

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