Siria, bombardamenti su Aleppo: 90 morti, tra cui molti bambini

Aleppo in un'immagine d'archivio
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Secondo quanto riferisce Al Jazeera una serie di raid governativi hanno colpito quartieri controllati dagli insorti. Tra le vittime anche 12 membri della stessa famiglia

Secondo quanto riferisce la televisione panaraba Al Jazeera almeno novanta persone, tra le quali molti bambini, sarebbero stati uccisi ad Aleppo in decine di raid aerei governativi. L'Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus) afferma che in uno di questi raid, sul villaggio di Beshqati, ad ovest della città sotto assedio, sono stati uccisi 12 membri della stessa famiglia, tra i quali 6 bambini o adolescenti. L'inviato di Al Jazeera ha affemrato che almeno 15 quartieri della parte orientale della città, in mano agli insorti, sono stati coinvolti dal bombardamento. Abdul Rahman al Hassani, un responsabile degli operatori della difesa civile conosciuti come 'gli elmetti bianchi', ha detto che tre dei quattro centri dell'organizzazione sono stati bombardati. "Due di questi sono ora fuori servizio", ha aggiunto Al Hassani, sottolineando che negli attacchi sono stati anche distrutti cinque veicoli, tra i quali un'ambulanza.


I tentativi di rimettere in piedi la tregua
- I tentativi di Russia e Stati Uniti per riattivare la tregua sembrano così sempre più difficili. Fonti diplomatiche di Mosca fanno trapelare la notizia di un nuovo incontro al palazzo di Vetro tra Kerry e Lavrov, mentre la riunione di una ventina di Paesi del Gruppo internazionale di sostegno alla Siria, che si è tenuta questa notte a margine dell'Assemblea generale dell'Onu è terminata con un nulla di fatto. Il vertice si è concluso a tarda ora senza che Russia e Usa riuscissero a raggiungere un accordo sulla ripresa della tregua. L'inviato Onu per la Siria, Staffan de Mistura, ha parlato di colloqui "dolorosi e deludenti". Con inusitata franchezza, il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, ha detto che "non è successo niente". "Ci siamo scambiati idee con i russi e prevediamo di tornare a consultarci domani", ha confermato il segretario di Stato americano, John Kerry. Poi però non ha nascosto la sua delusione: "Non sono meno determinato di ieri, ma sono un po' più frustrato". L'obiettivo della riunione era far rivivere la tregua raggiunta il 9 settembre, rimasta in piedi una sola settimana, quando l'esercito siriano l'ha data per conclusa dopo decine di violazioni e la mancata consegna degli aiuti umanitari.

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