Siria, Ban Ki-Moon attacca Assad: “Nessuno ha fatto più morti di lui”

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Il segretario dell’Onu: “Il futuro del Paese non può dipendere da un uomo”. Intanto la tregua è appesa a un filo: decine di morti in raid aerei su Aleppo. Mosca e Damasco negano di essere responsabili dell’attacco a un convoglio umanitario

La tregua in Siria è appesa ad un filo. Dopo l’attacco di lunedì ad un convoglio umanitario, nuovi raid aerei su Aleppo hanno provocato decine di vittime. Mosca e Damasco hanno però smentito di esserne le responsabili. Ma il segretario dell'Onu Ban Ki-Moon ha aperto i lavori dell'Assemblea generale a New York con un'accusa diretta contro Assad.

 

Il raid contro il convoglio umanitario - L'Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus) ha parlato di "40 vittime solo nelle ultime ore" precisando che nel bilancio sono compresi i volontari della Mezzaluna rossa siriana (Sarc) uccisi da bombardamenti di ieri contro un convoglio di 20 camion dell'Onu e della Sarc e contro un dispensario della Sarc a Urem al Kubra, a sud-ovest di Aleppo. L'Onu ha dichiarato che gli aiuti umanitari saranno sospesi. Accusate del raid, Mosca e Damasco hanno smentito categoricamente di essere le responsabili dell’attacco al convoglio umanitario.

 

Onu: se volontario, raid su aiuti 'crimine di guerra' - Il coordinatore umanitario dell'Onu, Stephen O'Brian, ha commentato l’attacco al convoglio umanitario: "Se verrà dimostrato che questo attacco è stato diretto deliberatamente contro operatori umanitari, equivarrebbe ad un crimine di guerra". Il dirigente Onu si è detto "disgustato" da quanto avvenuto. 

 

L'attacco di Ban - La crisi in Siria è al centro anche dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York che si è aperta con un discorso del segretario generale dell'Onu Ban Ki-Moon che ha attaccato direttamente il presidente siriano Bashar al Assad. "Tanti gruppi hanno ucciso molti civili in Siria, ma nessuno ne ha uccisi di più del governo siriano, che continua a bombardare quartieri e torturare migliaia di detenuti. Il futuro della Siria non può rimanere nel destino di un solo uomo".

 

Poi Ban ha fatto un appello: "Chiedo a tutti coloro che hanno influenza di mettere fine ai combattimenti e di dare inizio ai negoziati". Il segretario ha anche denunciato il "ripugnante, selvaggio e apparentemente deliberato" attacco al convoglio umanitario.

 

Accuse reciproche - Sin dall'inizio della tregua, opposizioni e regime si erano scambiate accuse reciproche di violare il cessate il fuoco. Le accuse sono culminate ieri in due comunicati speculari: prima Damasco ha detto che "i gruppi armati terroristi" hanno commesso "più di 300 violazioni". Le opposizioni e gli attivisti hanno poco dopo affermato che il regime ha violato per ben "254 volte" la tregua, uccidendo 92 persone tra cui decine di civili (29 minori e 17 donne).

 

Secondo il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov, le possibilità che la tregua possa riprendere “sono molto deboli". Dall’altra parte il Segretario di Stato americano, John Kerry si è mostrato più ottimista dicendo che "la tregua in Siria non è morta".

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