Raid Usa uccide soldati di Assad in Siria. Ira di Mosca

Una città siriana devastata (Getty - foto d'archivio)
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I veritici militari americani si scusano: abbiamo colpito per sbaglio le forze siriane. La Russia chiede un vertice d'urgenza del Consiglio di sicurezza dell'Onu e accusa: "E' stato un attacco intenzionale, Washington difende l'Isis"
 

La nuova tregua in Siria, sponsorizzata da Usa e Russia, rischia di fallire. L'ultimo duro colpo è arrivato nella serata di sabato, quando l'esercito di Damasco ha accusato la Coalizione a guida americana di avere bombardato una base governativa nell'est del Paese, permettendo così ai miliziani dell'Isis di avanzare.

Gli Stati Uniti hanno fatto sapere prima di aver fermato i raid aerei, poi si sono scusati, ammettendo di aver colpito forze siriane in modo non intenzionale. Ma la Russia chiede un vertice d'urgenza del Consiglio di sicurezza dell'Onu e accusa: "E' stato un attacco intenzionale e Washington difende l'Isis"
 

 

"Uccisi almeno 60 militari siriani" - Secondo la Russia, che cita notizie ricevute da Damasco, l'attacco ha provocato 62 morti tra i militari siriani e ne ha feriti altri cento. Gli attivisti dell'opposizione denunciano intanto le uccisioni dei primi 13 civili dall'entrata in vigore del cessate il fuoco, lunedì scorso, e assumono toni sempre più polemici le dichiarazioni incrociate tra Washington e Mosca.


Al termine della giornata più tesa dall'inizio della tregua, le forze armate siriane hanno affermato che aerei della coalizione hanno colpito una base nei pressi di Dayr az Zor, dove le truppe lealiste resistono da mesi all'assedio dello Stato islamico. "Si tratta di un attacco grave e palese alla Siria e al suo esercito", si aggiunge nella nota e "la prova certa del sostegno degli Stati Uniti a Daesh e ad altri gruppi terroristici".

 

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