Libia, Pinotti e Gentiloni: "300 italiani per ospedale a Misurata"

1' di lettura

In 100 avranno il compito di proteggere la struttura. La ministra della Difesa a Sky TG24: "Una richiesta del governo Sarraj". Il suo collega agli Esteri: "Stiamo mandando un ospedale, non una portaarei"

"L'Italia è pronta per la realizzazione di un ospedale di campo a Misurata che prevede la presenza di 300 unità tra personale medico, addetti alla logistica e militari". Lo conferma la ministra della Difesa, Roberta Pinotti, intervenendo a Montecitorio dinanzi alle commissioni congiunte Esteri e Difesa di Camera e Senato.


Cosa prevede la task force - "Siamo pronti per un ospedale a Misurata per un totale di circa 300 unità - ha detto Pinotti - Una aliquota sarà  composta da 65 tra medici e infermieri, 135 saranno addetti al supporto logistico generale che si occuperà di manutenzione, comunicazioni, gestione amministrativa etc. Cento unità saranno una vera e proprio 'force protection'".

Pinotti ha aggiunto che "a regime l'ospedale da campo opererà con l'ospedale civile di Misurata. L'inquadramento è quello di una missione umanitaria, che è importante che sia tempestiva e quindi il lavoro preparatorio che è stato fatto ad agosto serve per essere operativi al più presto".

La missione prevede inoltre che a supporto dell'operazione, denominata Ippocrate, venga schierato un C27-J "per una eventuale evacuazione strategica" e lo stazionamento di una nave che è già "impegnata nel dispositivo di 'Mare sicuro' con funzioni di supporto. Non si tratta dunque di una nave in più - ha precisato Pinotti - ma di una nave che è  già in mare".

L'ospedale da campo di Misurata, ha aggiunto Pinotti, consentirà di effettuare interventi per codice rosso e trasfusioni. La capacità finale sarà raggiunta dopo 3 settimane, con un massimo di 50 pazienti".

 

Pinotti a Sky TG24: "Operazione richiesta da Tripoli" -  Una dichiarazione che non manca di suscitare polemiche e che poco dopo porta la ministra a Sky TG24 a spiegare: "C’è una lettera del presidente Sarraj al presidente Renzi, in cui ha chiesto all’Italia un aiuto ulteriore per curare i loro feriti, perché c’è stata una battaglia anche molto sanguinosa che hanno combattuto le truppe di Misurata contro l’Isis, che era a Sirte, di cui stiamo vedendo, speriamo, le battute finali. Questo ha comportato molti morti e moltissimi feriti”. 

 

Gentiloni: "Stiamo mandando un ospedale non una portaerei" - "In Libia non ci sono 'boots on the ground'", italiani, commenta il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni. "Forse 'meds on the ground', dei medici con la necessaria protezione militare", perché la situazione "è delicata".  "Stiamo mandando un ospedale non una portaerei", ha aggiunto Gentiloni.

 

Leggi tutto