Siria, Russia disponibile a una tregua di 48 ore per l'invio di aiuti

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Mosca risponde all'inviato dell'Onu Staffan De Mistura che ha denunciato l'impossibilità di riuscire a portare soccorsi umanitari nelle zone colpite dalla guerra a causa dei combattimenti. Intanto diventano virali le immagini di Omran, il bambino di 5 anni soccorso dopo un bombardamento

La Russia si è detta disponibile ad appoggiare la proposta dell'inviato Onu per la Siria, Staffan de Mistura, per una tregua umanitaria di 48 ore la settimana prossima ad Aleppo. L'apertura arriva dopo che l'inviato del Palazzo di Vetro ha sospeso l'attività della task force umanitaria come forma di protesta proprio per l'impossibilità di portare assistenza e nello stesso giorno in cui l'immagine del piccolo Omran, il bambino di cinque anni soccorso ad Aleppo, ha fatto tornare l'attenzione del mondo sulla guerra in Siria (TUTTI I VIDEO).

Tregua potrebbe arrivare la prossima settimana - Il portavoce del ministero della Difesa russo ha annunciato che Mosca è pronta "a sostenere la proposta dell'inviato speciale dell'Onu per la Siria, Staffan de Mistura, sulla realizzazione di una pausa umanitaria di 48 ore per fornire cibo e materiale sanitario alla popolazione della città e ripristinare le infrastrutture essenziali distrutte in seguito ai bombardamenti dei miliziani". Riguardo ai tempi di realizzazione della tregua il portavoce ha spiegato che verrà messa in atto "dopo che i rappresentanti delle Nazioni Unite avranno fornito informazioni sui tempi di preparazione dei loro convogli umanitari e i partner americani avranno confermato le garanzie della sicurezza del loro transito". Gli aiuti dell'Onu dovrebbero arrivare seguendo due diversi percorsi. Tempi troppo lunghi secondo l'Unione Europea che, per bocca del suo rappresentante per la politica estera Federica Mogherini, chiede un cessate il fuoco immediato per "permettere le evacuazioni mediche, la consegna di aiuti umanitari e il ripristino delle infrastrutture essenziali (di approvvigionamento) dell'acqua e dell'elettricità".

 




Da un mese neanche un convoglio è riuscito a entrare in Siria - De Mistura, per sottolineare la sua frustrazione sull'impossibilità di portare gli aiuti, aveva sospeso, otto minuti dopo il suo inizio, la riunione settimanale del gruppo di lavoro che si occupa dell'accesso umanitario in Siria, di cui fanno parte una ventina di paesi, spiegando che a causa dei combattimenti nessun convoglio era riuscito a entrare nel Paese. "In un mese - ha sottolineato de Mistura - neanche un solo convoglio ha raggiunto le zone assediate. Perché? A causa dei combattimenti". De Mistura ha ricordato che a Madaya e Zabadani, città strette nella morsa delle forze governative, così come a Foua e Kafraya, sotto il fuoco dei ribelli, non arrivano aiuti umanitari dal 30 aprile, cioè da 110 giorni. Si tratta innanzitutto di un "simbolo" e un "segno di rispetto", in vista della Giornata mondiale dell'aiuto umanitario che si celebra domani, ha aggiunto. Solo ieri era arrivato l'allarme delle Nazioni Unite.“Si rischia una catastrofe senza precedenti” ha detto Ban Ki-Moon.

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