Siria, l’Onu chiede la tregua umanitaria: in due milioni senza acqua

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L'allarme arriva dalle Nazioni Unite, che invocano la possibilità di accedere immediatamente alla popolazione intrappolata ad Aleppo. Le ultime stime ufficiali parlano di oltre 290mila morti nel conflitto siriano esploso nel marzo del 2011 - 5 ANNI DI GUERRA

Due milioni di civili sotto assedio, senza né acqua né luce. Questa la situazione ad oggi ad Aleppo, la città siriana schiacciata ad ovest dal regime di Bashar al-Assad e a est dalle forze di opposizione (LO SPECIALE). A lanciare l’allarme è l’Onu, che invoca una tregua armata di 48 ore per poter accedere immediatamente alle zone al centro del conflitto al fine di assistere la popolazione ormai stremata dalla guerra. Servono medicine, serve cibo, occorre ripristinare reti elettriche e idriche.

 

 

Le nazioni Unite invocano una pausa umanitaria - "L'Onu è pronta ad assistere la popolazione civile di Aleppo, una città ora unita nella  sofferenza", si legge nel comunicato diffuso dalle Nazioni Unite. Negli scontri in corso ad Aleppo da fine luglio si stima che abbiano perso la vita almeno 130 civili, mentre ospedali e cliniche sono stati pesantemente danneggiati.

 

 

290mila morti nel conflitto -  I civili, sottolinea con forza l’Onu, devono “ assistiti senza discriminazioni e ovunque si trovino”. E ancora: "Quando la popolazione viene privata intenzionalmente di cibo e di altri beni fondamentali per la sopravvivenza, l'assedio rappresenta un crimine di guerra". Le ultime stime ufficiali parlano di oltre 290mila morti nel conflitto siriano esploso nel marzo del 2011 (INFOGRAFICA).

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