Caso hacker, ira di Mosca: da Clinton accuse offensive e scandalose

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L’ambasciatore del Cremlino Andrei Krutitskikh: "E’ retorica elettorale, gli Stati Uniti non hanno presentato e non presenteranno nessuna lamentela ufficiale"

Le accuse che Hillary Clinton rivolge a Mosca per l'attacco hacker ai server del partito democratico americano sono “scandalose” e “offensive”. La Russia risponde alle accuse della candidata Dem alla Casa Bianca per bocca dell'ambasciatore Andrei Krutitskikh, rappresentante speciale di Putin per la cooperazione internazionale nella sicurezza informatica.

Le parole di Hillary contro Mosca:


“Un segno di debolezza” - "Penso che sia semplicemente scandaloso - ha detto il diplomatico - e un segno di debolezza arrivare a questo tipo di argomentazioni. La mia posizione - ha aggiunto - è basata sul fatto che gli americani non hanno presentato e non presentano nessuna lamentela ufficiale".

“Indegno livello campagna elettorale” - “C'è una certa contraddizione - ha proseguito il diplomatico - le pretese arrivano dai rappresentanti che lottano per la poltrona presidenziale, e i rappresentanti ufficiali della Casa Bianca o evitano di commentare o lo fanno in modo vago, senza però presentare ufficialmente le richieste, perché se si vuole andare in fondo alla questione si tratta di tentativi di intromettersi in affari interni. Perciò reagiamo a ciò molto seriamente, perché sembra piuttosto offensivo e indegno del livello stesso della campagna elettorale presidenziale".

I rapporti Trump-Putin - Intanto rimangono un mistero i rapporti reali tra il candidato repubblicano per la presidenza Trump e Vladimir Putin, dopo che il tycoon di New York in un'intervista ha sottolineato di non avere relazioni, mentre - notano i media americani - in passato aveva affermato di aver avuto contatti diretti con il leader russo. 

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