Dalla Francia all'Italia, musulmani a messa per dire no al terrorismo

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L'appello del Centro per il culto musulmano francese, dopo l’assassinio di padre Jacques Hamel, è stato accolto da numerose comunità, anche quella italiana. Negata la sepoltura al killer

In tante chiese d'Italia, come già accaduto Oltralpe, migliaia di musulmani (almeno 23mila secondo il Comai) - da Milano a Palermo (GUARDA LE FOTO) - hanno raccolto l'appello per assistere alla messa insieme ai fedeli cattolici in segno di solidarietà per il brutale assassinio di padre Jacques Hamel. L'appello del Centro per il culto musulmano francese è stato accolto infatti da numerose comunità anche in Italia. Un gesto che il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni definisce "coraggioso". E il cardinale Bagnasco ha auspicato che "si tratti dell'inizio di un nuovo percorso".


A Trastevere la messa romana:

 

 


 

Valls ai musulmani: "Impegnatevi in modo massiccio"- "Servirà un impegno massiccio e potente. Prima di tutto dei musulmani. Li invito ad agire nella loro famiglia e nel loro quartiere" ha detto intanto il premier francese, Manuel Valls, in un lungo intervento pubblicato sul Journal du Dimanche, intitolato "Ricostruire l'Islam di Francia". Per Valls, tra l'altro, bisogna "ripensare completamente la formazione degli Imam". Quanto ai luoghi di culto che ospitano predicatori radicali "sono e saranno sistematicamente chiusi".



 

 

Mattarella: “Evento significativo” - Per il presidente della Repubblica Sergio Mattarela "l'invito della comunità francese islamica, raccolto in Italia, perché i loro fedeli si rechino nelle chiese cristiane in segno di solidarietà è molto significativo". Così il presidente della Cei, Angelo Bagnasco ha auspicato che questo sia "l'inizio di un percorso nuovo" e ha dichiarato: "Non sempre abbiamo sentito una reazione corale, ora questo invece si sta creando".   

Negata la sepoltura al killer di Rouen - Intanto la comunità musulmana di Saint-Etienne-du-Rouvray ha negato la sepoltura ad Adel Kermiche, il 19enne killer che insieme a Abdel Malik Petitjean il 26 luglio ha preso d'assalto la chiesa della cittadina, dove è stato sgozzato l'86enne padre Jacques Hamel.  "Non vogliamo macchiare l'Islam con quella persona. Quello che ha fatto è un gesto impuro. Non vogliamo macchiare l'islam", ha detto Mohammed Karabila, presidente del consiglio regionale islamico della Normandia e direttore della moschea Yahya di Saint-Etienne.  

 
Le indagini - Sul fronte delle indagini, un cugino di Malik si trova ancora agli arresti. "Era perfettamente a conoscenza" delle intenzioni del killer, secondo quanto ha riferito la procura antiterrorismo di Parigi precisando che l'individuo sarà davanti al giudice nella giornata di domenica. La procura ha chiesto di incriminarlo per partecipazione ad un atto terroristico.

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