Siria, bombardata clinica ostetrica di Save the Children: 2 morti

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E' accaduto nella provincia di Idlib, nella Siria nord-occidentale, controllata dalle forze anti Assad

E' di almeno due morti accertati e diversi feriti il bilancio ancora provvisorio del bombardamento aereo contro una clinica ostetrica gestita da 'Save the Children' e 'Syria Relief' a Kafr Takharim, nella provincia di Idlib, Siria nord-occidentale. Lo hanno reso noto via Twitter le due organizzazioni umanitarie non governative britanniche, l'una con sede a Londra e l'altra a Manchester, secondo cui le vittime sarebbero tutte parenti di pazienti, che erano in visita. Diversi bambini sono stati
feriti quando le incubatrici sono crollate in terra e una donna incinta di sei mesi ha perso una gamba. Altre due donne hanno ferite allo stomaco causate dalle schegge e molti pazienti e persone dello staff hanno subito lesioni più lievi hanno fatto sapere le Ong che si sono dette indignate da quanto accaduto. Il raid arriva a cinque mesi dal bombardamento sempre in Siria di un ospedale gestito da Medici senza frontiere nel quale morirono tre persone.

Unica struttura simile nella zona - Al momento del bombardamento erano in corso due interventi chirurgici e una donna era in travaglio. Attualmente l'ospedale ha smesso di funzionare ad eccezione del pronto soccorso e il generatore è stato danneggiato durante l'attacco. Questo ospedale - che Save the Children sostiene da due anni -  è l'unica struttura di maternità del suo genere nella zona e serve più di 1.000 tra donne e bambini in un mese e fa nascere centinaia di bambini. "In questo momento, i nostri pensieri sono rivolti a tutti il nostro coraggioso staff operatori siriani che lavorano nell'ospedale e a tutte le famigle colpite. Bombardare un ospedale con un reparto maternità, dove si stanno aiutando tante donne che vivono all'ombra della guerra a dare alla luce in sicurezza i loro piccoli è un atto vergognoso, sia che sia stato compiuto intenzionalmente, sia che sia accaduto perché non è stata prestata la dovuta attenzione a non colpire aree civili", ha dichiarato Sonia Khush, Direttore di Save the Children in Siria.

La zona è sotto il controllo delle forze anti-Assad - Non si sa ancora da quale delle parti in conflitto sia stato condotto il raid, ma la cittadina è nelle mani dei ribelli del Libero Esercito Siriano e, insieme alla struttura sanitaria, è stato colpito e gravemente lesionato anche un edificio adiacente della Difesa Civile (un corpo volontario di auto-tutela che opera nelle zone del Paese controllate dalle forze ostili al regime di Bashar al-Assad).

 

In un tweet Save the Children ha mostrato il luogo colpito dal bombardamento

 


 

 

 

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