Attacco in chiesa in Francia, anche l'altro killer era schedato

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Identificato il secondo terrorista: è originario della Savoia. Il primo, Adel Kermiche, era seguito da psicologi da quando aveva 6 anni. Diffuso un video nel quale entrambi giurano fedeltà all'Isis

Sarebbe stato formalmente identificato il secondo assalitore jihadista della chiesa di Saint-Etienne-de-Rouvray. Sarebbe un 19enne anch'egli schedato dalle autorità francesi con la lettera 'S' delle persone a rischio radicalizzazione il secondo uomo responsabile dell'attentato di martedì nella chiesa di Saint-Etienne-de-Rouvay, nei pressi di Rouen, in Normandia (FOTO -  VIDEO). Nato nel 1996, secondo Le Point sarebbe originario di Saint-Dié-des-Vosges, cittadina di 20mila abitanti situata a 600 chilometri dal luogo dell’attacco. Intanto, Amaq, l'agenzia del gruppo jihadista, ha diffuso un video nel quale i due attentatori giurano fedeltà all'Isis.  

 

Kermiche seguito da psicologi -  Emergono poi nuovi particolari sulla vita dell’altro attentatore: Adel Kermiche, 19anni, soffriva di disturbi psichici fin dall'infanzia, tanto da essere stato costantemente seguito da psicologi fin dall'età di 6 anni (CHI ERA: VIDEO). E’ quanto riferisce il quotidiano Le Monde sulla base del profilo del giovane, tracciato a suo tempo da esperti su incarico della magistratura. A 12 anni fu espulso da scuola per "disturbi comportamentali": nella sua scheda fu riportato che si trattava di un "soggetto iper-attivo". Durante l'adolescenza Adel ha continuato a essere periodicamente ricoverato in ospedale per problemi mentali, e in un'occasione fu internato per quindici giorni in un reparto psichiatrico.

 

 

La volontà di arruolarsi in Siria - Arrestato dopo il secondo tentativo fallito di unirsi alle file dello Stato Islamico in Siria, e condannato per associazione a delinquere di stampo terroristico, mal sopportava la detenzione, da un certo momento in poi arrivando a coltivare "idee suicide". Lo ammise con il giudice di sorveglianza che lo incontrava regolarmente, e si disse anche pentito dei propri errori. "Ho voglia di riprendermi la mia vita, di rivedere i miei amici, di sposarmi", dichiarò.

 

Il rilascio -  La miscela di traumi pregressi, presa di coscienza, desiderio di riscatto, oltre alla garanzia rappresentata dall'aiuto familiare, convinsero il magistrato a concedere al presunto ex aspirante jihadista una possibilità di riscatto: ecco perché dallo scorso marzo la carcerazione fu sostituita dalla libertà vigilata, seppure con l'obbligo d'indossare un bracciale elettronico per la localizzazione. Quello di cui verosimilmente non si tenne debito conto fu l'influsso negativo delle conoscenze fatte in prigione: Adel condivideva la cella con un saudita, e soprattutto incontrò un connazionale che per diciotto mesi aveva combattuto con le milizie dell'Isis.

 

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