Turchia, golpe fallito: 265 morti. Erdogan a Usa: consegnateci Gulen

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Caos nel Paese. Rimossi più di 2700 giudici, migliaia le persone arrestate. Ankara chiede agli Stati Uniti l'estradizione di Fethullah Gulen, ritenuto il responsabile, che dal canto suo accusa: il colpo di stato potrebbe essere una messa in scena del presidente turco

La Turchia è piombata nel caos dopo il fallito tentativo di colpo di Stato dell'esercito che ha occupato strade e cieli con carri armati ed F16. Un tentativo di golpe durato ore - con scontri a fuoco tra polizia e militari - durante le quali sembrava che i soldati avessero preso il controllo del Paese, occupando anche la televisione pubblica e l'aeroporto Ataturk (TUTTI I VIDEO). Il bilancio di quanto accaduto è di circa 265 morti, oltre 2800 militari arrestati e più di 2.700 giudici rimossi. Il governo annuncia la linea dura e pensa di reintrodurre la pena di morte.

 

Tensione con gli Usa - Erdogan accusa l'oppositore Fethullah Gulen in auto-esilio negli Stati Uniti: lui il responsabile, chi lo ospita è nostro nemico. Immediata la replica del segretario di Stato Usa, John Kerry : dateci le prove del suo coinvolgimento, se ci sono. Agli Usa Erdogan chiede l'estradizione di Gulen, che dal canto suo accusa: "C'è la possibilità che il golpe di stato in Turchia sia stata una messa in scena per continuare ad accusare i miei sostenitori". I turchi, intanto, bloccano la base aerea di Incirlik da dove partono i raid Usa anti-Isis. Obama convoca il Consiglio per la sicurezza nazionale.
Il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu, inoltre, assicura che gli otto militari golpisti turchi fuggiti in Grecia dopo il colpo di stato saranno estradati.  

 

La rivolta dei civili - Decisivo nei momenti convulsi durante il tentativo di golpe il messaggio lanciato dal presidente Recep Tayyip Erdogan che, dall'aereo sul quale era in volo, ha invitato i cittadini a scendere in piazza. Solo più tardi, dopo la rivolta dei civili, il presidente è tornato ad Istanbul, accolto dalla folla in festa. E anche nella giornata di sabato si sono svolti tanti cortei pro-Erdogan.

 

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Erdogan alla folla: grazie a nome mio e della nazione - "Voglio ringraziarvi per quello che avete fatto stanotte a nome mio e delle nazione" ha detto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, parlando all'alba all'esterno dell'aeroporto Istanbul, attorniato da una folla di migliaia di sostenitori che sventolava bandiere turche e inneggia ad Allah. Il presidente era fuggito su un aereo privato dal quale avrebbe chiesto asilo - negato - alla Germania e forse anche alla Gran Bretagna. Quando la situazione era ancora incerta, è riatterrato a Istanbul. Il golpe è stato sventato, ha annunciato Erdogan in tv, promettendo che i congiurati "pagheranno duramente" per aver "attentato all'unità e alla sovranità nazionale".

 

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Data ultima modifica 16 luglio 2016 ore 23:00

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