Brexit, Johnson non si candida alla guida dei conservatori

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L’ex sindaco di Londra ha annunciato che non correrà per la leadership del Partito Conservatore britannico. In corsa Gove e May  - SPECIALE BREXIT

L'ex sindaco di Londra, Boris Johnson, considerato tra i favoriti per sostituire David Cameron alla carica di primo ministro ha detto che non intende candidarsi.

 

Johnson non si candida - Dopo aver consultato diversi colleghi e "considerata la situazione in parlamento", Johnson ha concluso che non può essere il prossimo leader dei conservatori dopo le dimissioni di Cameron, che hanno fatto seguito al voto dei cittadini britannici in favore di un'uscita del Paese dall'Unione europea (LO SPECIALE).

 

Brexit è una grande occasione  - La Brexit, ha detto ancora, "è la nostra chance per creare un'economia nella quale tutti possano beneficiare del loro successo. Ci sono troppe persone che non hanno visto aumentare i loro stipendi. I grandi boss della finanza guadagnano 150 volte in più dei loro impiegati. Una volta era solo cinquanta volte in più". 

 

 

In campo May e Gove - Viene così rivoluzionato lo scenario che fino a poche ore fa prevedeva per la leadership dei Tories di fatto una corsa a due tra Johnson e il ministro dell'Interno Theresa May.

 

 

Candidatura a sorpresa - La svolta è stata l'annuncio a sorpresa della discesa in campo di Michael Gove. Il segretario alla Giustizia, che ha condotto la vittoriosa campagna per la Brexit al fianco di Johnson, stamattina ha annunciato la sua candidatura, facendo mancare a Johnson il suo sostegno. Gove aveva sino ad ora escluso di volersi proporre come prime minister. 

 

 

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