Borse giù, sterlina ai minimi. Cameron: "Per ora niente Brexit"

1' di lettura

Il premier britannico in Parlamento: il negoziato comincerà col nuovo primo ministro. Poi esclude l'ipotesi di un altro referendum. Mercati ancora sotto choc: Milano sfiora il -4%

La tensione per la Brexit (SPECIALE - MAPPE - FOTO - VIDEO) non sembra passata. La chiusura è in ribasso per tutte le borse europee. Peggio di tutti fa Milano con il Ftse Mib che chiude a -3,94%. In sei mesi, cioè da inizio d'anno, il Ftse Mib ha perso il 28,47%, in un anno ha lasciato sul terreno il 35,51%.

 

Standard & Poor's taglia il rating a Gb - Insomma, Londra è ancora appesantita dallo shock del voto sull’appartenenza all’Ue e la sterlina tocca i minimi dagli ultimi 30 anni. A questo si aggiunge la decisione diStandard & Poor's di tagliare il rating del Paese di due gradini, da AAA a AA, con l'outlook che resta negativo.

 

 

Cameron: negoziato col nuovo premier - Il primo ministro britannico, David Cameron, intanto ha ribadito che il governo britannico non attiverà domani (28 giugno, ndr) la richiesta di uscita dalla Ue. E ha aggiunto, in un discorso in Parlamento, che la decisione su quando far scattare la procedura formale prevista dall'articolo 50 del Trattato Ue spetta "alla sola Gran Bretagna".

 


Vertice a Berlino - Da Berlino però, Merkel, Renzi e Hollande chiedono di non perdere tempo perché l'incertezza è rischiosa.  

 



Osborne: "Non voltiamo spalle a Ue" - A Londra invece continua il dibattito post Brexit. “La Gran Bretagna è pronta a confrontarsi con qualsiasi cosa ci aspetti in futuro”, ha detto George Osborne, responsabile delle Finanze del Regno Unito. "Ora la democrazia ha parlato, e ora dobbiamo agire sulla base dell'esito. E io rispetterò il risultato del referendum”. Tuttavia, ha aggiunto Osborne, "non volteremo le spalle alla Ue" e "andremo via quando saremo pronti". Il governo britannico, al termine del primo consiglio dei ministri post-Brexit, ha poi escluso l'eventualità di un altro referendum sull'Unione europea.

Corbyn sotto attacco - Tensione non solo sui mercati e nel governo ma anche all'interno del partito laburista, dove non si arrestano le dimissioni dei ministri del governo "ombra" che contestano la leadership di Jeremy Corbyn, ritenuto “colpevole” di essere poco europeista e di non essersi speso abbastanza per la campagna del “remain”. Il vice leader del Labour Tom Watson ha avvertito il segretario del partito Jeremy Corbyn che "non ha più autorità" fra i suoi deputati.

Leggi tutto