L'Europa dopo la Brexit: "L'incertezza è pericolosa, fare presto"

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Da Berlino l'appello di Merkel, Renzi e Hollande. "No a negoziati senza la richiesta formale di uscita dalla Ue da parte della Gran Bretagna"

“Ci dispiace, ma rispettiamo la scelta che il 52% dei cittadini britannici ha preso”. Questo quanto dichiarato in conferenza stampa da Angela Merkel, Francois Hollande e Matteo Renzi al termine del vertice a Berlino sul post Brexit (SPECIALE - MAPPE - FOTO - VIDEO). I tre leader sottolineano poi che non bisogna "perdere tempo" perché "niente è peggio dell'incertezza". Ma avvertono: per avviare i negoziati, che porteranno all'addio di Londra all'Unione europea, serve la "richiesta ufficiale del Regno Unito" così come prevede l'articolo 50 del Trattato. Prima di allora, con la Gran Bretagna niente colloqui, né formali né informali.

 

Non bisogna perdere tempo - "La cosa importante è non lasciare le cose andare per le lunghe” puntualizza Merkel, secondo cui, per "evitare ogni movimento centrifugo in Ue" serve anche "una proposta concreta agli Stati membri circa le misure concrete da prendere nei prossimi mesi" su terrorismo, rifugiati, Turchia "e tutto quel che riguarda l'aspetto migrazione", senza dimenticare che "la crescita economica è un ulteriore aspetto fondamentale" per "mandare un segnale chiaro ai giovani". Anche per Hollande (il più deciso assieme a Renzi nel chiedere un'accelerazione) "non bisogna perdere tempo", e serve "dare un impulso all'Ue perché - ammonisce - non c'è niente di peggio dell'incertezza. L'Europa è forte, ma bisogna che ci siano modifiche". 

   

 

 

Renzi: ora si volti pagina – E il presidente del Consiglio, che gongola per il lusinghiero risultato dell'Italia con la Spagna agli europei di calcio conseguito proprio durante il vertice in Cancelleria, promette: "L'Italia farà la sua parte". E chiede di "tenere accesa insieme la doppia attenzione: da un lato il buon senso e la lucidità che in questo momento occorrono, dall'altro il bisogno di dare gambe e cuore al progetto europeo per i prossimi decenni. Per il premier, infatti, "va bene l'attenzione su sicurezza, giovani e sociale, perché non può essere solo l'Europa delle banche. Quello che è accaduto ci dimostra che questo è un tempo propizio perché si può scrivere una nuova pagina". 

 

 

 

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