Brexit, su Google vince il fronte del "Leave"

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Secondo i dati di Google Trends, nelle ultime settimane nel Regno Unito sono state molte di più le ricerche sull'addio all'Ue piuttosto che sul "Remain". Tra i temi più sentiti l’economia, ma anche l’immigrazione e la sicurezza. Ecco i DATI con i GRAFICI interattivi

       

“Che cosa significa Brexit?”. “Come devo votare al referendum?”. “Ci sarà davvero un'uscita dall'UE?”. Sono queste le domande più frequenti rivolte dai cittadini del Regno Unito sul motore di ricerca Google nelle ultime settimane.

Secondo i dati elaborati da Google Trends, il servizio di BigG che analizza le tendenze nelle ricerche online su determinati temi, le richieste relative a “Leave EU” sono di gran lunga più frequenti rispetto a quelle su “Stay in EU”.

I temi più sentiti - Ma quali sono i temi maggiormente associati alle ricerche sul referendum del 23 Giugno? Come si può vedere in questa visualizzazione interattiva, in un primo momento è stata l’economia a tenere banco. Ma nelle ultime settimane, soprattutto dopo le campagne lanciate dal partito euroscettico UKIP di Nigel Farage, è salito alla ribalta il tema dell’immigrazione. Molto sentita anche la questione dei prezzi delle case e le ripercussioni sui mercati azionari.

 

 

I leader più influenti - L’euroscetticismo predomina anche quando si guarda la popolarità dei leader che più si sono battuti nel dibattito sul referendum: nell’ultima settimana Nigel Farage è stato (quasi) sempre saldamente al primo posto; mentre è salita di molto anche la popolarità di Boris Johnson, ex sindaco di Londra impegnato in prima linea per l’addio all’Ue.

 

 

Il resto dell’Europa - Google Trends ha visualizzato in una mappa il grado di interesse degli altri paesi membri dell’UE sul referendum del Regno Unito. Su 27 nazioni l’Italia si posiziona al quattordicesimo posto, mostrando quindi un interesse medio-basso. I paesi più sensibili sono, invece, Malta, Lussemburgo, Irlanda, Danimarca e Svezia. Nel resto del mondo, invece, il tema appassiona di più gli utenti di Singapore, Svizzera, Hong Kong, Nuova Zelanda e Australia. Google ha realizzato anche una mappa in 3D visualizzabile con i visori di Realtà Virtuale con le richieste più frequenti in ciascun paese dell’UE. In Italia le domande più gettonate sono sulla data del referendum, il significato di “Brexit”, “chi perderà”.

La mappa del “lasciare” - La predominanza delle ricerche relative a “lasciare l’Unione Europea” è ancora più evidente quando si analizza il dato geografico, come si può vedere in questa mappa (che visualizza, però, le ricerche fino al 7 Giugno e, quindi, prima di importanti eventi che hanno influito sull'opinione pubblica, come ad esempio l'omicidio della deputata Jo Cox). Dalla Scozia al Galles, passando per l’Irlanda del Nord e l’Inghilterra, le richieste a Google tendevano di gran lunga verso il rosso (lasciare) rispetto al giallo (restare). Tra le domande più frequenti per chi interrogava Google su “lasciare l’UE”, c'erano quelle legate all’economia (“cosa accadrà alla sterlina?”) e alle tempistiche (“quando avverrà l’uscita?”). Mentre sul fronte del restare, una delle richieste più frequenti riguardava le motivazioni di David Cameron, molto attivo sul fronte del “Remain”.

 

I dati di Twitter - Da un’analisi condotta da Press Association e Twitter per il progetto speciale online#EURef Data Hub sono emersi risultati molto simili a quelli di Google Trends: la campagna del “lasciare l’UE” ha avuto molta più visibilità, anche se negli ultimi giorni il fronte del “restare” ha fatto passi in avanti. Diversa è invece la classifica con i leader più discussi: su Twitter si è imposto di più David Cameron, seguito da Boris Johnson e Nigel Farage. Tra i temi che hanno appassionato di più gli utenti del servizio di microblogging, c’è senza dubbio l’economia (38%), le relazioni internazionali (31%), l’immigrazione (18%) e la sicurezza (6%).

Google predice i risultati? - Durante le elezioni del 2015 un’analisi effettuata sulle ricerche più frequenti di Google è riuscita a prevedere correttamente la vittoria di David Cameron sui laburisti guidati da Ed Miliband. Azzeccato anche il flop del partito liberale di Nick Clegg. Allo stesso tempo, però, è stato sovrastimata di gran lunga la performance dell’UKIP, il movimento euroscettico di Nigel Farage: secondo Google, infatti, il suo partito si sarebbe dovuto piazzare al secondo posto con 231 seggi e, invece, così non è stato (l’UKIP ha raccolto 3 milioni di voti, ben distante dai 9 milioni dei laburisti; ha poi eletto 1 solo deputato). Sottostimato anche il numero di seggi conquistati da Cameron: secondo l’analisi di Google il leader conservatore avrebbe conquistato solo 237 seggi (non sufficienti per governare da solo); nella realtà dei fatti ne ha vinti 100 in più (331).

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