Marò, Corte suprema indiana: Girone può tornare subito a casa

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E' stata data esecuzione all'ordine del Tribunale arbitrale internazionale dell'Aja. Renzi su Twitter: "Sarà in Italia il 2 giugno"

Può tornare a casa. La Corte Suprema indiana ha accettato di rendere immediatamente esecutivo l'ordine del Tribunale arbitrale internazionale dell'Aja di far rientrare in Italia il fuciliere di Marina Salvatore Girone per tutta la durata del procedimento arbitrale. Una notizia che arriva dopo quattro anni di attese e incertezze, da quando Girone e Massimiliano Latorre furono arrestati in Kerala con l'accusa di aver ucciso due pescatori indiani scambiandoli per pirati, mentre erano in servizio a bordo della nave mercantile italiana Enrica Lexie.

 

Soddisfatto il governo italiano che quasi un anno fa aveva deciso di avviare l'arbitrato internazionale sulla giurisdizione del caso che Italia e India si contendono dal 2012. Il primo a dare il "bentornato" a Girone è stato il premier Matteo Renzi con un tweet dal Giappone dove si trova per il G7: "Confermiamo la nostra amicizia per l'India, il suo popolo, il suo governo. E diamo il benvenuto al marò Girone che sarà con noi il 2 giugno", ha scritto Renzi che lo ha già contattato.

 

 

"L'ho sentito al telefono, siamo felici e soddisfatti", ha twittato anche il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, mentre il suo collega degli Esteri, Paolo Gentiloni, ha sottolineato che è stato così "premiato l'impegno del Governo con il sostegno del Parlamento".

 


 

Ma l'emozione più forte arriva dalla sua Puglia. "Sono felicissima!" ha detto la moglie di Girone, Vania Ardito. "E' una bella giornata. Ti aspettiamo Salvatore. Qui c'è il sole", ha scritto il sindaco di Bari, Antonio Decaro. La Corte Suprema ha tuttavia fissato alcune condizioni per il rientro e la permanenza del marò in Italia, che resterà sotto la sua autorità. Tra queste, l'impegno per il governo italiano a riportarlo a Delhi entro un mese se e quando il Tribunale arbitrale dovesse riconoscere la giurisdizione indiano sulla vicenda. Decisione che comunque non arriverà prima dell'estate 2018. 

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