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Il Pontefice invita a scuotersi di dosso l'indifferenza verso gli altri e a ritrovare i fondamenti della misericordia

"Quante volte vediamo gente tanto attaccata ai gatti ai cani, e poi lasciano senza aiuto la fame del vicino e della vicina, no no, d'accordo eh?". Nel corso dell'udienza generale in Piazza San Pietro, Papa Francesco ha invitato i fedeli a tornare ai fondamenti della misericordia: riconoscere la "dignità", soprattutto di chi è "ferito", superare l'"indifferenza" indotta "dalla schiavitù del benessere materiale", "condividere la tristezza" e "operare in prima persona per cambiarla in gioia". Questa, ha spiegato il Santo Padre, è la Pietà, sentimento che non va confuso con "quel pietismo piuttosto diffuso, solo emozione superficiale che offende l'altro, non va confusa con la compassione per gli animali che vivono con noi".

Papa Francesco invita a scuotersi di dosso l'indifferenza verso gli altri - Tra le persone che seguivano Gesù, - ha osservato papa Francesco davanti a una folla di ombrelli e impermeabili multicolori - "ognuno esprimeva anche la sua fede in Gesù chiamandolo maestro, figlio di Davide e Signore, intuivano - ha rimarcato - che in lui c'era qualcosa di straordinario che li aiutava a uscire dalle condizioni di tristezza in cui si trovavano". Per Gesù, "provare pietà - ha spiegato ancora Papa Bergoglio - equivale a condividere la tristezza di chi incontra ma allo stesso tempo a operare in prima persona per cambiarla in gioia". E "anche noi siamo chiamati a coltivare la pietà di fronte alla vita scuotendoci di dosso l'indifferenza che impedisce di riconoscere la sofferenza dei fratelli che ci circondano e liberandoci dalla schiavitù del benessere materiale".

La citazione di Dante - Alla fine il Papa ha preso in prestito da Dante una terzina dalla preghiera di san Bernardo alla Vergine: "Dante Alighieri", ha commentato il papa, "esprime" il concetto di pietà "nella preghiera al culmine del Paradiso": "In te misericordia, in te pietate, In te magnificenza, in te s'aduna Quantunque in creatura è di bontate!".



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