Migranti, Berlino vuole prolungare di sei mesi i controlli ai confini

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Il ministro dell’Interno: gli stati devono poter adottare controlli in maniera flessibile se necessario. Intanto nuovo naufragio al largo della Libia, si temono oltre 80 dispersi

Il governo tedesco, assieme a quelli di Francia, Austria, Belgio, Danimarca e Svezia, preme sulla Commissione europea affinché attivi la procedura straordinaria che consente il prolungamento dei controlli alle frontiere interne nell'area Schengen, per altri sei mesi. Secondo l'agenzia di stampa Dpa, il governo tedesco voterà già lunedì mattina l'invio della lettera a Bruxelles.

E mentre la stima dei dispersi del naufragio di migranti avvenuto venerdì sera al largo di Sabratah, nell'ovest della Libia, sale a quota 84 (secondo il portavoce italiano di Oim), il premier Matteo Renzi da Palermo lancia la proposta di un "patto per l'Africa", per affrontare alla radice il fenomeno delle migrazioni, invitando l'Unione europea "a non girarsi dall'altra parte".

 

Ma la preoccupazione tra i 28 è forte. Lo dimostra l'iniziativa congiunta dei sei Paesi del nord Europa, che il ministro dell'Interno tedesco Thomas de Maiziere spiega così: "Anche se la situazione dei profughi ai confini lungo la rotta balcanica al momento si è calmata, guardiamo con preoccupazione agli sviluppi alle frontiere esterne dell'Ue". Gli stati "devono poter adottare controlli in maniera flessibile se necessario".

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