Regeni, Gentiloni: "Serve collaborazione seria da parte dell'Egitto"

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Il ministro degli Esteri torna sul caso del ricercatore italiano ucciso al Cairo. "Il trascorrere del tempo non diminuirà la nostra attenzione" assicura. Ripresi i contatti tra le procure

La collaborazione promessa dall'Egitto per far luce sull'omicidio di Giulio Regeni "è stata finora assolutamente inadeguata". Lo ha affermato il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, intervistato da Radio Rai. "Sono in corso nuovi contatti tra le procure, mi auguro che l'attività del procuratore Pignatone possa riannodare qualche contatto utile, ma intanto manteniamo la nostra posizione di insoddisfazione". Il titolare della Farnesina ha ricordato di aver affrontato la questione nella recente riunione dei ministri degli Esteri dell'Ue a Lussemburgo, nella quale ha riscontrato la "consapevolezza generale delle modalità" con cui sono avvenuti i fatti "e in un contesto interno all'Egitto che è sotto gli occhi di tutti". E, assicurando che il "trascorrere del tempo non diminuirà la nostra attenzione", ha sottolineato: "Per noi il ritorno alla normalità delle relazioni (con l'Egitto) dipende da una collaborazione seria" sul caso Regeni.

 


Sul Brennero, Gentiloni ha osservato: "Non è che ci sono masse di profughi in Alto Adige che premono sulle frontiere del Brennero. Quindi il messaggio che abbiamo mandato da giorni ormai all'Austria è che non si può prendere una decisione di questo genere, soprattutto in un confine così carico di storia, di simboli". Ieri il ministro dell'Interno austriaco Wolfgang Sobotka, dopo un incontro con il ministro dell'Interno Angelino Alfano, ha detto che al Brennero non ci sarà nessun muro, solo controlli, se necessario.

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