Trump e Clinton ipotecano la nomination. Sanders: gara finita

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Il candidato repubblicano fa il pieno di voti nei 5 Stati in cui si è votato per le primarie. La ex first Lady ne fa suoi 4 su 5 

Donald Trump prende tutto e si autodefinisce il "presunto candidato". Hillary Clinton non fa l'en plein ma quasi, conquistando quattro Stati su cinque, e dal palco della vittoria a Filadelfia, che ospiterà la convention democratica a luglio, lancia l'appello all'unità del partito e la sfida al tycoon di New York. E il dem Bernie Sanders ammette che la gara per la nomination è finita e che non
riuscirà ad ottenere abbastanza delegati per battere la rivale, ma che non ha alcuna intenzione di
abbandonare la corsa.

E' questo lo showdown che va sempre più profilandosi dopo il risultato dell'ultimo Super Tuesday delle primarie americane, che con gli Stati del nord-est alle urne ha di fatto chiuso il capitolo 'east coast' prima di passare al test finale e decisivo di giugno in California. (SPECIALE USA 2016).

 

A Trump 5 Stati - Le chiamano le 'Acela Primaries', dal nome della rete ferroviaria che collega i cinque stati: Maryland, Delaware, Pennsylvania, Connecticut e Rhode Island. Trump li conquista tutti, portando a casa un bottino di delegati tale da fargli dire che i rivali "Ted Cruz e John Kasich devono proprio andare a casa". Non c'è ancora la certezza matematica, ma Trump continua a correre e guarda già alla sfida finale con Hillary che attacca con crescente aggressività. Così dal suo quartier generale alla Trump Tower di Manhattan arriva a dire che "se Hillary fosse un uomo non prenderebbe più del 5% dei voti". Ripete che la Clinton presidente "sarebbe orribile. Si guardi a Bengasi, alla Siria. Non ha la forza per fronteggiare la Cina". Mentre di se stesso dice "sono un unificatore".

Clinton a un passo dalla nomination - Di unità parla anche la frontrunner democratica a Filadelfia: "Uniremo il nostro partito per vincere queste elezioni", dice dal palco, accompagnata dall'urlo di gioia che adesso va facendosi Stato dopo Stato più fragoroso. "Tornerò qui con la maggioranza dei voti e dei delegati vincolati", promette. Sono così prove generali di vittoria a Filadelfia, dove si terrà la convention democratica a luglio che incoronerà ufficialmente il candidato presidente per lo scontro finale per la Casa Bianca. Allo sfidante Bernie Sanders riserva ormai poco più che ringraziamenti. Le energie sono rivolte altrove.


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