La Libia chiede aiuto all'Onu contro l'Isis. Il sostegno del G5

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Appello del governo guidato da Serraj per proteggere i pozzi petroliferi. Da Hannover, Matteo Renzi ha assicurato il "sostegno unanime" a Tripoli. Fonti di Palazzo Chigi smentiscono però l'offerta di 900 soldati italiani

Appello di Tripoli all’Onu e all’Ue. Il governo libico ha chiesto aiuto per proteggere i pozzi petroliferi dalla minaccia dell'Isis. E la comunità internazionale ha risposto. Da Hannover, il premier Matteo Renzi ha assicurato il "sostegno unanime" del G5 al governo Serraj e che l'Italia sarà "sensibile" alle sue richieste, quando verranno "formalizzate".


Fonti di Palazzo Chigi hanno però smentito di aver offerto l'invio di 900 soldati in Libia, come sostenuto da alcuni organi di informazione (la rassegna stampa).
Intanto commando britannici preparano un attacco all'Isis a Sirte, insieme a Francia e Usa. Washington lancia una cyber war contro Califfato. E Obama manda 250 soldati in Siria.

 

 

 

A Tripoli il Consiglio presidenziale guidato dal primo ministro Fayez al Serraj prosegue quindi a piccoli passi nel tentativo di dare un ordine al caos libico. Ieri è arrivata la richiesta di aiuto all'Onu, agli europei ed ai Paesi africani confinanti per proteggere le risorse petrolifere, dopo un'allerta su possibili attacchi a installazioni anche marittime, tanto più che due giorni fa i miliziani dello Stato Islamico hanno lanciato una nuova offensiva contro i pozzi di Brega, nell'est del Paese.

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