Migranti, Unhcr conferma naufragio: "Possibili 500 morti"

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L'agenzia per i rifugiati delle Nazioni Unite ha raccolto le testimonianze di una quarantina di superstiti arrivati a Kalamata in Grecia

Potrebbero esserci le prime conferme della tragedia nel Mediterraneo, denunciata pochi giorni fa da alcuni media arabi e costata la vita a centinaia di migranti. Secondo testimonianze raccolte dall'Unhcr, l'agenzia Onu per i rifugiati, un barcone partito dalla Libia con a bordo circa 500 persone sarebbe affondato mentre era in rotta verso l'Italia. L'allarme, lanciato l'altro giorno da alcuni media arabi, parlava di un'imbarcazione partita dall'Egitto (ma individuata) e non dalla Libia, ma i numeri delle persone coinvolte coinciderebbero.

Imbarcazione partita da Tobruk - L'Unhcr ha svolto un'indagine, rilanciata dal Guardian, a Kalamata, in Grecia, dove ha raccolto la testimonianza di una quarantina di migranti. Secondo il racconto, tra le 100 e le 200 persone sarebbero partite da un punto della costa libica presso Tobruk, in un'imbarcazione in pessime condizioni. Una volta al largo, i trafficanti avrebbero tentato di far salire a bordo altre persone che si trovavano su una barca piu' piccola. A causa del sovraffollamento, l'imbarcazione più grande sarebbe affondata.

Sopravvissuti in 41, tra loro un bambino di tre anni
- I 41 sopravvissuti (37 uomini, tre donne e un bambino di tre anni), prosegue l'Unhcr, sono persone che non erano ancora salite a bordo dell'imbarcazione affondata o che hanno raggiunto quella più piccola a nuoto, dopo l'incidente. La barca ha poi vagato alla deriva prima di essere avvistata il 16 aprile. Il giorno dopo sono giunti a Kalamata. dove sono stati identificati dalla polizia ed alloggiati nello stadio locale. Non e' chiaro quando esattamente sia avvenuto il naufragio.

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