Terremoto di magnitudo 7.8 in Ecuador: centinaia di morti

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L'epicentro a circa 170 chilometri da Quito. Migliaia di feriti. Oltre 100 detenuti evadono da un carcere

Un potente terremoto, di magnitudo 7,8 sulla scala Richter, ha fatto tremare l'Ecuador, causando oltre 350 morti e migliaia di feriti. La zona più colpita è stato quella settentrionale sulla costa nella provincia di Esmeraldas. Il sisma è stato registrato intorno alle 19 ora locale (le 2 di notte in Italia): l'epicentro a circa 170km da Quito e ad appena 27 chilometri da Muisne.

 

A 300km di distanza, nella più grande città del Paese, Guayaquil, è crollato un ponte. E' stato dichiarato lo stato d'emergenza in sei delle province più colpite. Il sisma, che ha fatto tremare anche il nord del Perù e si è sentito con forza anche nel settore meridionale della Colombia, è stato il più forte a scuotere il Paese dal 1979. Le autorità hanno avvertito che il numero delle vittime purtroppo potrebbe salire.

 

In ministro dell’Interno Josè Serrano ha annunciato che un alto numero di detenuti è evaso da El Rodeo, una prigione nella città di Portoviejo a ovest del Paese, approfittando del crollo di un muro causato dal sisma. Secondo i media locali, che citano la polizia, sarebbero scappate circa 130 persone.

 

Il presidente dell'Ecuador Rafael Correa ha appreso del sisma in Vaticano, dove si trovava per partecipare a un convegno, e su Twitter ha ammesso che i danni sono "gravi" e che si temono decine di morti. Tornato in patria con il primo volo disponibile si è subito recato nelle zone più colpite dal sisma. Secondo il presidente ecuadorgeno si tratta della "più grande tragedia degli ultimi 67 anni, solo superata dal terremoto di Ambato, del 5 agosto 1949".

 

 

Data ultima modifica 17 aprile 2016 ore 12:28

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