Panama Papers, premier islandese si dimette. Tra i nomi anche i Le Pen

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Il tesoro del fondatore del Front National nascosto attraverso una società offshore. Tra i nomi coinvolti anche membri del "cerchio magico" della leader dell'estrema destra francese

Si allarga sempre di più il numero delle persone coinvolte nello scandalo dei cosidetti Panama Papers, i dossier trafugati allo studio legale Mossack Fonseca e che documentano la gestione offshore di capitali riconducibili a società, politici e persone note in tutto il mondo. Secondo quanto riporta il quotidiano Le Monde nella lista dei nomi figurerebbero stretti collaboratori di Marine Le Pen, la leader del Front Nazionale, così come suo padre, il fondatore del partito di estrema destra, Jean Marie Le Pen.

Lo scandalo dunque si allarga e genera anche la prima vittima. Il premier islandese Sigmundur Gunnlaugsson ha offerto infatti le sue dimissioni dopo che dai cosiddetti Panama Papers è emerso che la moglie era titolare di una società offshore con forti crediti nei confronti delle banche islandesi fallite.

 

Coinvolta la famiglia Le Pen - Secondo il giornale francese, membri del  "cerchio magico" di Marine avrebbero messo in piedi un sofisticato sistema offshore, mentre una parte del "tesoro" del fondatore del Front National è stata dissimulata attraverso la società offshore  Balerton Marketing Limited, creata nei Caraibi nel 2000. Contanti, lingotti e monete d'oros arebbero state intestate al prestanome Gerald Gerin, ex maggiordomo di Jean-Marie e della moglie Jany Le Pen.



Scandalo colpisce anche politica cinese - Ma lo scandalo sulla presunta evasione fiscale non tocca solamente l'Europa. Tra le persone coinvolte figurano infatti numerosi parenti di personaggio di primo piano della politica cinese. Oltre al cognato del presidente cinese Xi Jinping, Deng Jiagui, tra gli 11,5 milioni di file confidenziali dello studio legale di Panama, secondo la Bbc, compaiono anche quelli dei familiari di Liu Yunshan e Zhang Gaoli, rispettivamente il capo della Scuola Centrale del Partito Comunista Cinese e il vice primo ministro esecutivo. Entrambi siedono nel Comitato Permanente del Politburo, il vertice del potere del Partito Comunista Cinese. Inoltre, tra i clienti dello studio di Panama ci sarebbero anche aziende colpite da sanzioni internazionali, tra cui imprese e banche nordcoreane, iraniane e dello Zimbabwe.

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