Panama Papers, la maxi inchiesta sui conti segreti off-shore

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Sarebbero coinvolti anche Lionel Messi, l'attore cinese Jackie Chan e persone vicine al presidente russo Putin e al premier britannico Cameron

Una gigantesca massa di denaro dirottata da studi legali internazionali e banche verso paradisi fiscali per conto di criminali, leader politici e funzionari d'intelligence.

Lo denunciano milioni di documenti fatti trapelare sui media internazionali, già battezzati Panama Papers. Fra i beneficiari di questi schemi ci sarebbero persone indicate come vicine al presidente russo Vladimir Putin (il Cremlino: è un'operazione della Cia), familiari del leader cinese Xi Jinping, del presidente ucraino Poroshenko, del re saudita, dei premier di Islanda e Pakistan (le foto e lo Skywall) .

 

Industria offshore - Come spiega il pool di giornalisti investigativi, "la maggior parte dei servizi offerti dall'industria dell'offshore è perfettamente legale se usata nel rispetto delle leggi e dichiarata al Fisco. Ma i documenti esaminati dall'Icij mostrano che banche e studi legali non avrebbero seguito le norme che permettono di individuare i clienti coinvolti in attività illegali".

 

Messi, e le smentite del calciatore - Nelle carte dello scandalo figurerebbero anche il calciatore Lionel Messi e l'attore cinese Jackie Chan.  Il nome di Messi viene collegato ad una società con sede a Panama denominata Mega Star Enterprises Inc. e creata nel 2012 - apparentemente per sottrarre capitali al fisco - da Mossack Fonseca.  "La società esiste, ma è inattiva e non ha mai avuto fondi e conti", sostengono Lionel Messi e la sua famiglia: "false e calunniose le accuse di evasione fiscale e riciclaggio".  

 

David Cameron e gli altri - E ci sarebbero anche i re del Marocco Mohamed VI e il padre dell'attuale primo ministro britannico, David Cameron, morto nel 2010. Citati anche dirigenti sportivi sudamericani già comparsi nello scandalo Fifa, come l'ex vicepresidente del calcio mondiale Eugenio Figueredo e suo figlio Hugo, nonché l'uruguaiano Juan Pedro Damiani, del comitato etico della stessa Fifa.

 

 

Nella lista Montezemolo, Ubi e Unicredit - "Luca di Montezemolo, l'imprenditore Giuseppe Donaldo Nicosia, latitante, coinvolto in un'inchiesta per truffa con Marcello dell'Utri, il pilota Jarno Trulli oltre a Ubi e Unicredit" sono le persone e le società italiane che compaiono nei 'Panama Papers', i documenti dello studio legale Mossack Fonseca, con base a Panama consultati dall'International consortium of investigative journalists cui partecipa l'Espresso. Immediata la smentita che arriva da fonti vicine a Cordero di Montezemolo: "né lui, né la sua famiglia, possiedono alcuna società offshore". Il pilota Trulli a SkyTG24: la mia società è dichiarata.

 

 

 

I numeri - Ecco tutti i numeri dei Panama Papers, la più grande fuga di notizie nella storia della finanza, persino più vasta di quelle di Wikileaks nel 2010 e da Edward Snowden nel 2013.

- 11,5 milioni (2,6 terabyte) - i documenti segreti analizzati dai giornalisti per oltre un anno.

- 307 - i giornalisti di tutto il mondo che si sono occupati dell'inchiesta riuniti nell'International Consortium of Investigative Journalists.

- 76 - i Paesi dai quali provengono i reporter.

- 140 - tra politici, personaggi famosi, imprenditori e sportivi o persone a loro vicine citate nei documenti segreti.

- 12 - i leader politici tra re, presidenti e primi ministri coinvolti dallo scandalo

- 33 - tra persone e società citate nell'inchiesta sono inserite nella 'lista nera' degli Stati Uniti per legami con il terrorismo.

- 214.000 - le società offshore che compaiono nei file, legate a oltre 200 paesi diversi.

- 38 anni - dal 1977 al 2015, gli anni ai quali fanno riferimento i documenti.

- 14.000 - i clienti dello studio legale di Panama Mossack Fonseca, al centro dello scandalo, che ha uffici in 42 paesi in tutto il mondo e 600 impiegati.

 

 

La replica di Fonseca - "Per 40 anni Mossack Fonseca ha operato in maniera irreprensibile e la società non è mai stata accusata o incriminata per legami con attività criminali". Così, in una dichiarazione citata dalla Bbc, lo studio legale panamense replica alle rivelazioni. "Le accuse secondo cui forniamo strutture presumibilmente progettate per nascondere l'identità dei proprietari reali sono completamente false e non supportate".

Secondo Ramon Fonseca, uno dei due fondatori dello studio legale, si tratterebbe di "un attacco a Panama perché molti Paesi non gradiscono il fatto che siamo molto competitivi nell'attrarre le imprese". "C'è una guerra - ha aggiunto - tra i Paesi aperti come Panama e quelli che tassano sempre di più le loro aziende e i loro cittadini".

 

Panama Papers: politici, vip e imprenditori nelle carte. Lo SkyWall

 

 

Data ultima modifica 04 aprile 2016 ore 12:21

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