Caso Regeni, dall'Egitto i primi documenti

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Il Cairo consegna alcuni atti delle indagini relative alla morte del ricercatore friulano: dati sul suo traffico telefonico, i verbali di alcuni interrogatori e una sintesi dell'autopsia. Per gli inquirenti italiani si tratta di materiale inconcludente. Al-Sisi: dietro il delitto c'è il terrorismo islamico

L'Egitto ha consegnato i primi documenti relativi alle indagini sull'omicidio di Giulio Regeni, documenti che però gli inquirenti italiani avrebbero giudicato incompleti e certamente non risolutivi.

 

Materiali consegnati al team italiani che investiga in Egitto - Secondo quanto comunicato dalla Farnesina, il Cairo ha fatto avere all'ambasciata italiana atti relativi al traffico telefonico del ricercatore italiano scomparso al Cairo il 25 gennaio e trovato morto una settimana dopo. Sono stati trasmessi anche i verbali di alcuni interrogatori di testimoni e una parziale sintesi degli elementi emersi dall'autopsia. Materiali consegnati al team investigativo italiano che opera in Egitto su mandato della Procura di Roma.

 

Mancano le immagini delle telecamere - Fonti vicine vicino agli inquirenti italiani fanno sapere però che il materiale fornitò non sarebbe risolutivo. Le testimonianze non aiutano a fare luce sulla vicenda e mancano le immagini telecamere che pure facevano parte della richiesta avanzata per via diplomatica.

 

Presidenza Egitto: dietro c'è il terrorismo -  Ma, mentre si fa qualche piccolo passo avanti sulla collaborazione tra Egitto e Italia sulla condivisione di informazioni forse utili a chiarire cosa sia successo al 28enne italiano, fonti governative del Caito ribadiscono la convinzione che dietro la tortura a morte di Giulio Regeni vi siano terroristi islamici. "Il terrorismo in Egitto non è finito e cerca di danneggiare i rapporti tra l'Egitto stesso e altri paesi come è stato nel caso del cittadino italiano" ha dichiarato all'ANSA una fonte governativa altamente qualificata.

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